A Carlo Ginzburg il premio della Fondazione Alexander von Humboldt

Lo storico Carlo Ginzburg (nella foto insieme al presidente della Fondazione Alexander von Humboldt, Prof. Dr. Helmut Schwarz) a Berlino negli scorsi giorni ha ricevuto il Premio per la Ricerca della Fondazione Alexander von Humboldt.

Diverse le motivazioni del riconoscimento che lo consacra ancora una volta come uno dei maggiori storici dei nostri tempi. Di Ginzburg è stata infatti sottolineata l’attitudine filologica alla ricerca, la sua attenzione ad indagare i particolari delle vite delle persone e delle esperienze passate per arrivare ai caratteri storico –culturali, alle idee e alle mentalità che hanno contraddistinto le diverse epoche. Da cui anche il suo ruolo di cofondatore della microstoria.


Il premio appena ricevuto si somma a diversi altri riconoscimenti: nel 1992 lo storico era stato insignito del Prix Aby Warburg e solo nel corso del 2007 Ginzburg aveva ricevuto il Trofeu Vasco Prado, il Passo Fundo e il Premio Brancati-Zafferana Etnea, mentre per le sue pubblicazioni, tradotte in oltre 15 lingue, gli sono stati assegnati il premio Salento ed il premio Viareggio.


Dal 2006 Ginzburg è professore ordinario di Storia delle culture europee alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Alla Normale, dove è stato allievo e perfezionando, è tornato dopo otto anni di docenza presso il Dipartimento di Storia all’Università della California (UCLA). Precedentemente aveva insegnato nelle Università di Bologna, Harvard, Yale, Princeton, al Getty Center, al Warburg Institut di Londra e all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi.


Tra le sue pubblicazioni, Il filo e le tracce. Vero, falso, finto (2006, Feltrinelli; I Benandanti (2002, Einaudi). La sua fama di storico è soprattutto legata a Il formaggio e i vermi (Einaudi, 1980).

Al momento alla Scuola Ginzburg si sta concenstrando insieme ai suoi studenti su una ricerca che, partendo dalle domande inquietanti poste dagli sviluppi della biologia contemporanea, come, ad esempio, la clonazione, intende studiare i modi in cui, nei secoli XIII-XV, venne affrontato il rapporto tra ‘riproduzione’ in senso biologico e ‘riproduzione’ nel senso di copia.


La Fondazione Alexander von Humboldt, che quest’anno ha conferito il premio a Ginzburg, ogni anno permette a oltre 1800 ricercatori da tutto il mondo di andare a condurre le proprie ricerche in Germania e mantiene una rete di oltre 20mila Humboldtiani specializzati in tutte le discipline e attualmente impegnati nella ricerca in 130 paesi diversi. Fra gli Humboldtiani si contano 40 premi Nobel nei diversi campi del sapere.

(s.w.)