Ad Augusto Sagnotti il Premio Margherita Hack per la sezione Scienza

I vincitori del Premio Margherita Hack

I vincitori del Premio Margherita Hack

Augusto Sagnotti, docente di Fisica Teorica della Scuola Normale, si è aggiudicato il “Premio Margherita Hack” 2014 per la sezione “Scienza”. Il Premio Margherita Hack, patrocinato dall’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, è suddiviso in più categorie e viene assegnato da un comitato di esperti, presieduto quest’anno da Francesco Alberoni, a coloro che si siano distinti in attività particolarmente care a Margherita Hack. Oltre alla sezione scienza, figurano anche le sezioni “diritti civili”, “sociale”, “impegno animalista” e “arte”.

Sagnotti ha ricevuto il riconoscimento per la propria attività di ricerca sulla quantizzazione della gravità, su segnalazione del noto scienziato Antonino Zichichi, che faceva parte della giuria.  Così si legge nella motivazione: “Per l’eccellenza della Sua attività scientifica e in particolare per lo studio delle divergenze matematiche che mettono in crisi la Teoria della Forza Gravitazionale di Einstein. Divergenze che, essendo cancellate dalla Supergravità, danno un contributo teorico di notevole valore all’esistenza del Supermondo”.

Gli altri componenti erano il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il Direttore del quotidiano “La Repubblica” Ezio Mauro e il fondatore della Comunità Exodus Don Antonio Mazzi. La cerimonia di consegna si è tenuta domenica 28 Settembre, alle ore 11.00 circa, presso lo storico e monumentale Palazzo Falier, a Venezia e ha visto premiati per la categoria “Cultura” lo scrittore e critico letterario Alessandro Bertante, per la categoria “Arte” lo scultore e speleologo Filippo Dobrilla, per la categoria “Sociale” l’attrice e conduttrice Barbara De Rossi, per la categoria “Impegno animalista” il Presidente della LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Fulvio Mamone Capria.

Professore Ordinario di Fisica Teorica alla Scuola Normale dal 2005, Sagnotti si è Laureato nel 1978 in Ingegneria Elettronica all’Università di Roma “La Sapienza” e ha quindi conseguito presso il California Institute of Technology (Caltech) il Master of Science in Ingegneria Elettronica e il Ph.D. in Fisica Teorica. E’ stato Research Fellow al Caltech nel 1983-84 e Miller Research Fellow a U.C. Berkeley nel biennio 1984-86 e in seguito docente all’Università Tor Vergata prima di passare alla Normale. Si è occupato di quantizzazione del campo gravitazionale, di Teoria delle Stringhe, di Teorie Conformi e di campi di gauge di spin elevato. Ha ricevuto il premio Carosio dell’Universita’ di Roma “La Sapienza” nel 1979, una Miller Fellowship da U.C. Berkeley nel 1984 e il premio SIGRAV della Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione nel 1994 (con Massimo Bianchi). E’ stato Andrejewski Lecturer alla Humboldt Universitat di Berlino nel 1999.

“Proprio alla fine degli anni ’70 i  miei relatori di Tesi, i professori Bruno Crosignani e Paolo Di Porto dell’Università dell’Aquila, mi trasmisero i principi alla base della ricerca scientifica  e mi incoraggiarono a continuare gli studi al California Institute of Tecnhnology – ha raccontato Sagnotti -. Ho pertanto un debito inestinguibile nei loro confronti, ma vorrei sottolineare che sono qui anche perché in passato il nostro Paese garantiva ai giovani vere posizioni accademiche e condizioni ideali per lo studio. Nell’ultima intervista, Margherita Hack raccomandava di non disperdere le nostre tradizioni. Si riferiva alla lingua italiana, ma le sue parole possiedono a mio parere una valenza più generale. È stata infatti una scienziata di fama ma anche una grande divulgatrice, e diffondendo la Scienza la divulgazione stimola l’amore per la ricerca. Il suo messaggio è molto importante perché da alcuni anni l’Italia è poco ospitale nei confronti dei giovani ricercatori, molti dei quali migrano, purtroppo stabilmente, verso altri Paesi. L’ammonimento di Margherita Hack a non disperdere le nostre tradizioni contiene quindi un messaggio che è profondo e funzionale al tempo stesso. Mi auguro che le sue parole possano indurci a riconsiderare con serenità gli errori passati e alcune scelte recenti che rischiano di compromettere il futuro del l’Università e della ricerca in Italia”.