Chimica e nanoscienze con Maurizio Prato per gli incontri VIS

PratoIn futuro si potranno aggirare traumi o lesioni midollari grazie alla sinergia tra due discipline come la chimica e la nanoscienza. E’ questo il tema centrale della conferenza che si terrà mercoledì 18 febbraio alle ore 18 nella Sala Azzurra della Scuola Normale, dal titolo Chimica e nanoscienze: nuove frontiere per la medicina e l’energia. L’incontro organizzato nell’ambito dal progetto VIS (Immersioni Virtuali nella Scienza) avrà come protagonista il Professor Maurizio Prato dell’Università degli Studi di Trieste, impegnato, insieme con altri scienziati italiani, in un lavoro di ricerca sulle nanotecnologie in grado di apportare risultati straordinari nella vita di tutti i giorni. La scoperta consiste nei cosiddetti nanotubi di carbonio, materiali non organici prodotti in maniera industriale che, collegati alle cellule nervose, possono influenzare l’elaborazione neurale. Attraverso una sorta di conversazione biunivoca e interattiva, questi oggetti nanometrici dalle capacità elettriche sorprendenti hanno infatti dimostrato di poter funzionare come ponti per il passaggio del segnale nervoso.

Dopo la conferenza sarà possibile visitare, nell’Archivio storico adiacente alla Sala Azzurra, una mostra a tema, significativa per la diversa tipologia di materiali esposti, fra cui documenti d’archivio, libri di pregio, collegamenti al catalogo on-line della Biblioteca, con accesso a periodici elettronici, video, modellini e dimostrazioni su progetti di ricerca in corso al Laboratorio NEST.

Saranno esposte anche alcune prove di ammissione alla Scuola Normale degli anni 1917 e 1918, fra cui il famoso tema di Enrico FermiCaratteri distintivi dei suoni e loro cause”, che sbalordì la commissione esaminatrice per la padronanza degli strumenti matematici con cui fu svolto. Al colloquio orale fu confermata l’eccellenza della preparazione del diciassettenne Fermi, che ottenne il primo posto in graduatoria.

Maurizio Prato è professore ordinario all’Università di Trieste dal 2000. Ha trascorso periodi di ricerca alla Yale University e alla University of California, oltre a essere stato Visiting Professor presso l’École Normale Supérieure de Paris, l’Università di Namur in Belgio e presso l’Università di Strasburgo. I suoi campi principali di interesse riguardano la preparazione di nanomateriali utili in nanomedicina e nel settore dell’energia. Per i suoi contributi scientifici ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Dal 2013 è professore onorario presso l’Università di Shanghai. Nel 2010 è diventato un membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e nel 2013 dell’Accademia Europea delle Scienze.