Come l’ambiente influenza la plasticità del sistema visivo

La scoperta, on line dal 30 maggio su www.plosone.org, si inserisce nel quadro delle ricerche sull’influenza esercitata dall’ambiente esterno sul sistema visivo. La novità introdotta con questo studio consiste nell’individuazione dei meccanismi molecolari alla base di questo fenomeno.

Sarà disponibile online a partire dal 30 maggio sul sito di PloS ONE, rivista scientifica internazionale del gruppo PloS (Public Library of Science, www.plosone.org) una nuova ricerca del laboratorio di Neurobiologia della Scuola Normale Superiore di Pisa diretto dal professor Lamberto Maffei a cura di Francesca Ciucci, Elena Putignano, Laura Baroncelli, Silvia Landi, Nicoletta Berardi (Dipartimento di Psicologia dell’Università di Firenze) e Lamberto Maffei.

Lo studio del gruppo di ricerca del professor Maffei rivela i meccanismi molecolari alla base di un fenomeno che lo stesso laboratorio ha più volte riscontrato ed approfondito e riguarda l’influenza degli stimoli derivanti dall’ambiente esterno sulla plasticità del sistema visivo. Il gruppo del professor Maffei, infatti, è impegnato da sempre nello studio dello sviluppo e della plasticità del cervello. Negli ultimi anni le ricerche di questo gruppo hanno evidenziato che il cervello dei roditori è sensibile all’influenza dell’ambiente ed in particolare che la maturazione del sistema visivo risulta accelerata in un ambiente arricchito, dove gli animali possono esplorare oggetti nuovi, fare esercizio fisico e giocare. I lavori precedenti, ad esempio, avevano infatti rilevato che un ambiente particolarmente ricco di stimoli aiutava a guarire dall’ambliopia, un difetto della vista piuttosto diffuso anche fra gli uomini. Scoprire attraverso quali fattori la ricchezza dell’ambiente agisce nel controllare la plasticità visiva potrebbe aprire la strada alla messa a punto di farmaci che possano essere utilizzati per curare patologie umane.

Nel lavoro pubblicato il 30 maggio su www.plosone.org in particolare è stato individuato un fattore molecolare, noto come fattore di crescita insulino-simile di tipo I (IGF-I), capace di mediare l’accelerata maturazione dello sviluppo della corteccia visiva prodotta da un ambiente arricchito. La ricerca suggerisce che l’azione di IGF-I nel mediare gli effetti prodotti sul sistema visivo da un ambiente arricchito sia esercitata attraverso una accelerata maturazione della circuiteria inibitoria, la cui modulazione è già stata coinvolta nella plasticità corticale. Questa molecola potrebbe influenzare l’espressione di neurotrofine come NGF e BDNF, rilevanti per la plasticità del sistema visivo. Nuovi studi permetteranno di chiarire ulteriormente la relazione tra queste molecole nella modulazione dei meccanismi di plasticità del cervello.