Concerti della Normale, De Incontrera presenta la 41° stagione

Come un libro, composto di tanti capitoli – diciannove per l’esattezza. Ogni capitolo ha una sua ragion d’essere e un suo spazio di approfondimento all’interno del programma dell’edizione 2007/2008, la 41°, dei Concerti della Normale, spiega il direttore artistico Carlo de Incontrera.

di Serena Wiedenstritt

Ampio spazio ai giovani, alla musica che porta in sé freschezza, irruenza, inventiva e alla varietà riunita sotto il segno della qualità. Queste le caratteristiche della stagione concertistica che inizierà il prossimo 18 ottobre nella Chiesa dei Cavalieri di Pisa. Ma non c’è un filo rosso a guidare – e limitare – le scelte del direttore artistico Carlo de Incontrera, che al contrario promuove l’apertura verso diverse epoche e generi musicali, come se nel libretto dei Concerti si trovasse in musica il riflesso di quello che è la Scuola Normale Superiore: la ricerca verso nuovi saperi.

Maestro de Incontrera, quale è la specificità dei Concerti della Normale rispetto alle altre stagioni concertistiche in questo 2007-2008?

Nei Concerti della Normale quello che si mette al primo posto è un discorso culturale, al di là del fatto che la musica rappresenti una forma diffusa ed apprezzata di intrattenimento culturale. Questo discorso culturale si manifesta nella ricerca degli autori e degli interpreti, nei nessi tra le partiture che compongono ogni programma o capitolo di questo libro, come Lei ha definito la stagione 2007-2008 della Normale. E poi ogni musicista porta sul palco la propria storia, la propria identità ed ha un motivo preciso per trovarsi in questa ‘avventura’.

Uno spunto, fra i tanti?

Come la Normale mette al primo posto la ricerca dei ragazzi più promettenti, delle promesse da formare in piazza dei Cavalieri, così i concerti vogliono dare spazio e rilevanza ai giovani, intesi non in senso anagrafico come coloro che ancora non sono maturi, ma piuttosto come chi mette nella musica l’irruenza, la freschezza, l’inventiva, la curiosità che è indispensabile per ogni buona riuscita ed, in questo caso, interpretazione. A questo proposito abbiamo una importante novità fra le date di questa stagione: ad inizio marzo (il 3 alle 17.30 ed alle 21 al Teatro Verdi di Pisa) la città ospiterà la manifestazione delle scuole di musica d’Europa e potrà ascoltare i giovani talenti segnalati dei direttori di queste “università della musica”. Arriveranno a Pisa i talenti di oggi che saranno i grandi nomi di domani, con tutta probabilità corteggiati dalle sale da concerto e dalle case discografiche. In programma c’è un doppio appuntamento che vedrà salire sul palco i protagonisti di questo progetto che è stato fortemente voluto e realizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e dal Teatro Nuovo di Udine e che funzionerà anche da vetrina per i migliori interpreti delle migliori accademie musicali superiori d’Europa.

Quali prospettive si aprono per questo progetto?

Siamo solo al primo anno, ma già puntiamo a ripetere e ad allargare questa iniziativa, che significa anche una intensificazione dei rapporti fra la Normale e le istituzioni musicali europee e rispecchia il carattere di apertura e di fiducia nei giovani della Scuola pisana.

Scorrendo il programma si scoprono anche nomi importanti di personaggi meno giovani, di maestri storici del mondo della musica.

Certamente, ed un nome per tutti può essere quello di Alfred Brendel (in concerto al Teatro Verdi il 15 novembre alle 21 grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa), pianista di fama mondiale, classe 1931. In questo caso vale il discorso inverso: un grande protagonista alla stagione concertistica della Normale serve come esempio per le nuove generazioni, come guida per meglio comprendere la poetica musicale. Personaggi del calibro di Brendel sono presenze che, in un certo senso, rassicurano e indicano la strada.

Altre date, altri appuntamenti. Nella varietà che contraddistingue il programma 2007/2008 non manca lo spazio per la musica barocca.

In effetti la musica barocca è uno dei capisaldi della stagione concertistica della Normale. Quest’anno ci sarà ad esempio l’Accademia Bizantina (ore 21, 18 ottobre, Chiesa dei Cavalieri) per aprire i Concerti in occasione dell’anniversario della Fondazione della Scuola. Seguirà la settimana successiva (ore 21, 25 ottobre, Chiesa dei Cavalieri) un appuntamento con Modo Antiquo, ensemble fiorentino formato e diretto da Federico Maria Sardelli, in questo caso impegnato in una operazione di estrema complessità: l’unico oratorio pervenutoci di Antonio Vivaldi, Juditha Triumphans, per soli coro e orchestra.

E un altro occhio di riguardo è stato riservato alla musica da camera.

Nella tradizione dei Concerti della Normale la musica da camera – quest’anno saranno soprattutto quartetti d’archi – ha sempre avuto un notevole spazio. Del resto, la produzione cameristica all’interno dell’opera complessiva di ogni compositore è un capitale preziosissimo. Quelle musiche, inizialmente scritte per essere suonate nei salotti dei principi e della ricca borghesia, oltre a rappresentare uno spaccato ineguagliabile della società sette-ottocentesca, sono spesso fra le più innovative, fra le più ardite dell’epoca. Prendiamo ad esempio Beethoven: i suoi quartetti rappresentano i picchi più alti toccati dalla sperimentazione del compositore maturo. Non è un caso se non furono capiti dalla migliore critica dell’epoca, che li identificò come opera di un povero vecchio sordo, di un pazzo. In parte lo erano, ma solo perché si situavano al di fuori dallo spirito rassicurante del tempo. Nella musica da camera si aperimentava, di faceva ricerca, e qui ritroviamo l’essenza della Normale. Oltre ai tre quartetti d’archi che si esibiranno il 22 gennaio e il 10 marzo ( a gennaio alle 21 salirà sul palco del Teatro Verdi il Quartetto Casals, il 10 marzo sarà la volta, sempre alle 21 al Verdi, di The RTE Vanbrugh Quartet e de Con Tempo String Quartet) ci sono altre formazioni in programma. Ad esempio il 7 aprile un Ottetto di violoncelli, con un programma tutto moderno e contemporaneo. Infatti, il grande capitolo della musica da camera non si chiuso con il XIX secolo. Anche il XX e XXI secolo hanno registrato episodi di straordinaria energia creativa.

A proposito di archi, chi è il nome di punta dei Concerti della Normale 2007/2008?

Quest’anno avremo il piacere di ascoltare una giovane violinista, Liza Ferschtman (in concerto lunedì 10 dicembre al Teatro Verdi alle ore 21; al pianoforte da Inon Barnatan). Tornando al discorso della promozione dei giovani talenti musicali, in questo caso si tratta di una musicista esemplare: a venti anni ha già raggiunto una qualità d’interpretazione propria dei musicisti maturi, come testimonia il premio ricevuto lo scorso anno come migliore interprete olandese.

Facendo un confronto con lo scorso anno, quali sono le novità?

Un cambiamento importante, direi quasi una scommessa, riguarda la formula dei seminari. Non avremo il pianista americano Jeffrey Swann – di cui non escludo comunque un ritorno alla Normale nelle prossime stagioni – che sarà sostituito da una interessante e giovane formazione, sempre di musica da camera: il Trio Modigliani. Le tre serate (il 14, 16 e 18 aprile) con i tre strumentisti saranno organizzate in modo da permettere al pubblico di capire meglio l’idea musicale, estetica, strutturale, strumentale… e seguire il processo che trasforma le note scritte nella musica che si ascolta. In ogni serata sarà presentato un solo spartito (della durata di circa 30 minuti), ma prima dell’esecuzione vera e propria, il Trio discuterà dei vari problemi interpretativi, proverà i singoli passaggi, cercherà la migliore soluzione per ogni singola pagina.

Il trio Modigliani è tutto maschile. Quali sono le interpreti femminili di questo 2007/2008?

Musica tutta al femminile ed arie romantiche sono previste per la serata del 28 aprile che affiderà a tre giovani interpreti, la soprano Gesa Hoppe, la mezzosoprano Franziska Gottwald e al pianoforte Felicitas Strack, il compito di raccontare la storia d’amore contrastata fra Robert e Clara Schumann. In programma le canzoni, o più propriamente i Lieder, che i due innamorati si sono scambiati come pegni d’amore durante i lunghi anni passati in attesa di coronare il loro sogno, un sogno poi troppo breve, infranto dalla malattia, dalla morte. Sono composizioni di indicibile bellezza, che esprimono con toni al tempo stesso privati e toccanti i sentimenti dei due artisti: lui, il grande compositore, lei la leggendaria pianista, la più celebrata virtuosa della tastiera di tutto il secolo.

Durante la serata del 28 aprile inoltre il pubblico riceverà in omaggio il cd con la registrazione dei brani del concerto, con le stesse interpreti, che porta anche lo stesso titolo: “Frauenliebe und Leben”, nuova iniziativa discografica della Normale.

Dalla figura dell’eroina romantica che si ritrova in Clara Schumann ad una interprete che affronta di petto le contraddizioni della contemporaneità. I Concerti della Normale sono anche questo?

Sì, siamo riusciti ad avere per la stagione 2007/2008 una grande artista, Aida Nadeem, che si esibirà il 5 maggio per la consueta tappa a Cascina che ci vede ospiti del Politeama. Aida, circa 40 anni, di origine irachena, è dovuta scappare prima a Londra e poi in Danimarca per la sua dissidenza politica. Ma la tradizione musicale che le appartiene e che le è rimasta dentro si mescola alla sperimentazione: nelle sue performance oggi si trova anche musica elettronica ed ambient, all’insegna della contaminazione fra i generi e i popoli.

E sugli appuntamenti tradizionali?

Come ogni anno non mancheranno i concerti dell’Ort, l’Orchestra Regionale Toscana, la serata a cura dell’OperaStudio e quella affidata al Coro Galilei.