Dalla Fisica all’Informatica. L’esperienza di Giorgio Chibbaro all’Ibm di Roma


Giorgio chibarroRai, Ibm, McKinsey, Gruppo editoriale L’Espresso, Corriere della Sera, Casa editrice Laterza
. Sono solo alcune delle società che collaborano con la Normale per i suoi tirocini professionalizzanti. Giorgio Chibbaro, ex normalista, specializzatosi in Fisica teorica, ci ha raccontato la sua esperienza all’Ibm di Roma.

Dall’anno 2002 la Scuola Normale ha attivato un servizio di tirocini che sta riscuotendo un successo crescente. Sempre più allievi decidono di trascorrere periodi di lavoro all’interno di enti e aziende prestigiose convenzionate con la Scuola, un modo per avvicinarsi concretamente al mondo delle professioni. Rai, IBM, McKinsey, Gruppo editoriale L’Espresso, Corriere della Sera, Casa editrice Laterza sono solo alcune delle società che collaborano con la Normale per i suoi tirocini professionalizzanti.


Giorgio chibbaroGiorgio Chibbaro
, 26 anni, laureato con 110 e lode in Fisica, ha passato 10 mesi all’IBM di Roma. Dal maggio 2004 al marzo 2005 ha scritto codici di sicurezza informatica per i programmi IBM. Una esperienza importante, che ha permesso a Chibbaro di acquisire un’approfondita conoscenza di alcune problematiche dell’Information Technology, e ottenere il suo attuale incarico presso una importante società di consulenza per la Sicurezza ITC . “Il lavoro all’IBM è stato fondamentale – assicura Chibbaro -. Senza quell’esperienza certamente non potrei ricoprire il mio attuale incarico”.

Come si è svolto lo stage?

“Nei primi mesi ho imparato ad usare alcuni linguaggi di programmazione particolarmente comodi per gli scenari di Test Automation, nonché ad amministrare le macchine del laboratorio dedicate a questo lavoro. Affiancato al responsabile IBM Tivoli per i test automatici, ho cominciato ad integrare ed estendere la suite con nuovi scenari concordati con i manager e con gli sviluppatori dei programmi. Alla fine dei primi sei mesi ho configurato un ambiente per una sessione di Test Automation per un altro prodotto IBM, che stava entrando in quel momento nella fase critica di sviluppo. Nella seconda parte dello stage, gli ultimi quattro mesi, ho disegnato la struttura e sviluppato tutti i test per questo secondo prodotto”

Un lavoro da esperto informatico, più che da fisico

“Più che alle competenze tecniche specifiche, in questi ambienti quello che conta è la capacità di analizzare un problema, definire un modello che realizzi la soluzione più efficiente, veloce, facile da integrare. Alla Normale mi sono specializzato in Fisica Teorica, una disciplina che obbliga ad affrontare problemi estremamente complessi con rigore, precisione. Volevo un ambito esterno a quello accademico per poter misurare la mie capacità di problem solving.

Che ambiente di lavoro c’è in IBM?

L’ambiente dove ho lavorato è molto informale, giovane, dinamico. Durante la mia esperienza mi sono trovato ad interagire con diversi livelli di funzioni aziendali, e devo riconoscere di aver imparato molto dalla passione che le persone mettono nel proprio lavoro, dalla professionalità con cui vengono gestiti tutti i processi aziendali. Inoltre un’esperienza come questa offre la possibilità di farsi un’idea di come sia strutturato il lavoro fuori dall’ambito accademico, in questo caso in una grande multinazionale quale è IBM”

E che idea ti sei fatta?

L’impressione che ho avuto è che ci sia un’estrema attenzione alla gestione della qualità dei processi. Penso che anche chi è sicuro di voler continuare la carriera accademica può trovare interessante un’esperienza come quella che ho fatto io, in un ambiente per certi aspetti molto diverso da quello universitario.

I tuoi colleghi, visto che sei normalista, si aspettavano qualcosa in più da te?

Chi conosce la Scuola attribuisce al titolo di normalista un grande prestigio. D’altro lato ho trovato nelle persone che non conoscevano la Normale molta curiosità verso la diversità rispetto agli altri centri di ricerca italiani e verso gli obblighi degli allievi del Corso ordinario.

Per il futuro, prevedi di interessarti sempre a questo campo?

Credo di aver trovato la mia strada. L’idea, comunque, è quella di continuare a lavorare in un ambiente stimolante, in cui ci siano sempre problemi affascinanti da studiare, alla ricerca di soluzioni innovative.

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