A vent’anni dall’assegnazione del Nobel e a un anno dalla morte, Dario Fo continua a essere l’autore teatrale italiano più rappresentato al mondo. Un classico irriverente e difficile, che ha suscitato discussioni di ogni genere e tenuto in scacco la critica, ardente tanto negli entusiasmi quanto nelle contumelie. Fo è insomma uno di quei drammaturghi che accendono il dibattito e di cui bisogna continuare a parlare: è quel che si farà lunedì 30 ottobre a partire dalle ore 11 alla Scuola Normale, con la giornata di studi intitolata “Ripensare Dario Fo. Teatro, lingua, politica”.

Ai lavori parteciperanno studiosi italiani e stranieri, che esamineranno l’opera teatrale di Fo intrecciando competenze diverse e concentrandosi su vari temi: dal legame con i classici alla reinvenzione del Medioevo, dalla sperimentazione linguistica all’intenso rapporto con la politica (interverranno: Anna Barsotti, Chiara Battistella, Luca D’Onghia, Joseph Farrell, Eva Marinai, Michele Maiolani, Pietro Trifone, Piermario Vescovo).

Ma il teatro, e tanto più nel caso di un autore come Fo, è sempre e anzitutto quello messo in scena: per questa ragione la giornata si chiuderà con una conversazione-spettacolo tenuta dal regista Eugenio Allegri e dall’attore Matthias Martelli, che illustreranno al pubblico il loro nuovo Mistero buffo: uno spettacolo magnifico, che ha ricevuto l’approvazione dello stesso Fo e che ha da poco cominciato la sua tournée italiana.

Pisa, 27 ottobre 2017.