I manoscritti dell’Archivio Salviati e il viaggio in Levante della galea ‘Ferrandina’.

Archivio salviatiDall’Archivio Salviati il viaggio a Costantinopoli di una galera fiorentina, la ‘Ferrandina’, partita da Porto Pisano nell’aprile del 1476.

Scarica le riproduzioni digitali tratte dal registro n.33, serie I, dell’Archivio Salviati:

di Milletta Sbrilli

Il viaggio è descritto in due libri contabili, i registri N. 32 e 33 conservati nell’Archivio Salviati, tenuti dal mercante fiorentino Bernardo di Nebrotto Peruzzi, scrivano di ‘Magona’ della galera (la Magona era la compagnia appositamente fondata per il finanziamento del viaggio) e agente commissionario di Giuliano di Francesco Salviati in questo viaggio per il Levante.

I due manoscritti mettono in rilievo la notevole partecipazione di Giuliano Salviati e della sua azienda, il Banco Salviati di Pisa, al finanziamento dell’impresa della galera e i forti interessi che legavano il Banco pisano ai mercati orientali di Romània. In particolare i due registri annotano accuratamente l’investimento di grosse somme di denaro da parte dell’azienda Salviati in sieme alla compagnia di Renato de’ Pazzi di Firenze.

I manoscritti sono stati oggetto di ricerca da parte di Antonio Carlomagno, che con la sua tesi di Laurea “Il viaggio in Levante della galea ‘Ferrandina’ nel 1476-1477 (dai registri N. 32 e 33 dell’Archivio Salviati di Pisa)” ha vinto nel 2006 il premio di studio ‘Marco Tangheroni’ per aver realizzato la migliore tesi di laurea su un argomento di storia socio – economica, premio dedicato alla memoria dell’insigne medievista, per lungo tempo docente dell’Ateneo pisano.

Lo studio sistematico delle annotazioni contabili ha permesso all’autore della tesi di seguire le diverse destinazioni degli investimenti, dal finanziamento dell’arredo navale (vele, remi, sartie, pece, materiali per manutenzione etc.) alle spese per la difesa (artiglierie, polvere da bombarda), dalle paghe dei diversi membri dell’equipaggio, alle provviste alimentari, fino alla compravendita di buona parte della merce stivata nella galera durante l’intero percorso. La galera ‘Ferrandina’ iniziava il suo viaggio lasciando Porto Pisano e la costa toscana il 18 aprile 1476 : “Partimo d(i) Porto Pisano ad(ì) 18 d’Ap(ri)le a ore 16” scrisse in proposito Bernardo Peruzzi (Archivio Salviati, serie I, Libri di commercio n.33 carta 160; il 23 aprile raggiunse il porto di Messina dove sostò per cinque giorni effettuando alcune operazioni di carico e scarico di merci; il 13 maggio fece scalo nel porto dell’isola greca di Chio, nelle Sporadi meridionali, da dove ripartì il giorno 17 dello stesso mese. Dalla fine di maggio la galera fece rotta verso la costa anatolica del mare Egeo e da lì, passando attraverso l’Ellesponto, verso il mare di Marmara. Nel luglio 1476, prima di lasciare lo stretto dei Dardanelli, effettuò uno scalo a Gallipoli, importante centro di scambio del cotone turco. La galea raggiunse infine Costantinopoli nel settembre 1476 . Le operazioni di scarico delle merci, sia quelle partite da Porto Pisano che quelle acquistate negli scali successivi, occuparono un lungo periodo di tempo. Le merci giunte alla destinazione finale erano composte in maggior parte da panni di lana fiorentini, genovesi, inglesi e delle Fiandre, ma anche da canovacci, seta, carta olio, nocciole, orpelli (traggo questi dati dalla Lista di carico e scarico della Ferrandina,elaborata nella tesi alle pagine 129-163).

Agli inizi di gennaio del 1477 iniziarono i preparativi per il viaggio di ritorno. Nella galera vennero stivati vari prodotti: il carico più consistente era costituito dal pepe, stivato assieme ad altre spezie quali cannella, zenzero, chiodi di garofano e cassia, un’ altra grossa quantità di merce era rappresentata dalla cera. Seguivano la seta e altri prodotti : tappeti, pelli, canovacci, pezze di ciambelotti, pelli di boldrone, chermes, indaco, polvere di grana, caviale e libri (Lista di carico e scarico sopra citata).

Il ritorno da Costantinopoli iniziò circa alla metà di febbraio 1477. Dopo una sosta nel porto della città greca di Messene, la galea il 1° di aprile arriva nel porto di Messina dove scarica una piccola quantità di merce; il giorno 5 dello stesso mese fa scalo a Terracina, il suo viaggio termina a Porto Pisano il 14 aprile 1477.

Indicazione bibliografica

  • Antonio Carlomagno, Il viaggio in Levante della galea ‘Ferrandina’ nel 1476-1477 (dai registri N. 32 e 33 dell’Archivio Salviati di Pisa, tesi di laurea a.a. 2002-2003, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, relatore Giuseppe Petralia.