Il Palazzo Salviati di Pisa in un disegno del Settecento

Palazzo salviati Dalla collezione piante e disegni dell’Archivio Salviati, un disegno ad inchiostro ed acquarello del palazzo Salviati, per mano di Vittorio Anastagi.

Centro Archivistico SNSP, Archivio Salviati, Collezione Piante e disegni, n .143

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Il disegno contiene la planimetria del piano terreno del palazzo, con il giardino annesso, e la veduta prospettica dall’alto dell’intero complesso, come li raffigurò agli inizi del Settecento Vittorio Anastagi, incaricato dai Salviati di fare la stima di tutte le loro proprietà e di documentarle visivamente. Vittorio Anastagi è un figura piuttosto interessante, nasce a Siena, frequenta lo studio senese dove ottiene la laurea in ingegneria, in seguito si trasferisce Firenze e diviene allievo di Vincenzo Viviani , discepolo di Galileo Galileo. Per le sue capacità viene diviene ingegnere della magistratura dei Capitani di parte, una magistrature di grande importanza dello Stato fiorentino di Firenze che si occupa del territorio toscano. L’archivio Salviati conserva numerosi disegni dell’Anastagi sia sparsi che raccolti in cabreo.

Il palazzo di via San Martino fu sede del Banco Salviati di Pisa dal momento della fondazione di questa azienda mercantile, avvenuta nel 1438. I Salviati ne divennero proprietari per due terzi nel 1440 e poi lo acquistarono per intero nella seconda metà del Quattrocento. Nella denuncia al catasto del 1480 l’immobile è descritto dai Salviati come ‘una casa posta in Pisa per nostro uso nel popolo di San Cristofano, confinata da primo la via San Martino, a secondo, terzo e quarto lato chiassi’. Molto più tardi, nel 1552, un documento della Miscellanea dell’Archivio Salviati ce ne dà un esauriente rappresentazione: “una casa con androne o vero andito terreno et con due stanze terrene, una posta da uno lato et l’altra dall’altro lato di detto androne, nella quale in una si entra da detto androne et ne l’altra stanza dalla loggia di detta casa, et con loggia, cortile, pozzo ovvero cisterna, et con tre stanze contigue poste su detta corte inverso la Dogana, et con altra loggetta che va in una altro andito, il quale si entra nell’orto, et con dua stanze su detto androne, una di qua e l’altra di là et con orto et con scale et con volte, palchi et sale,camere et altre abitazioni et pertinentie sotterrane et di sopra o vero in palcho o palchi in sino al tecto”. Si tratta quindi non di una casa ma di palazzo con aspetto cittadino,dotato di due loggiati e del cortile.

Nel 1590 Averardo e Antonio Salviati, che ne sono i proprietari , decidono di ristrutturare questa dimora e affidano il progetto e i lavori di esecuzione allo scultore Jacopo Piccardi da Rovezzano, amico e collaboratore del Giambologna .

Il Piccardi rimoderna la facciata principale applicando alla sua opera un linguaggio stilistico vicino a quello di Bartolomeo Ammannati riuscendo a conferire al prospetto un effetto di notevole plasticità che si deve al volume delle cornici e dei timpani in pietra Golfolina nelle finestre del piano terreno e del piano nobile, e all’applicazione del bugnato al portale d’ingresso e sulle cantonate.

Al centro del portale fu scolpito lo stemma con l’arme dei Salviati, a tre bande doppio merlate, e sull’architrave dello stesso portone venne scolpita la scritta Averardus et Antonius Philippi Salviati fecerunt, entrambi ancora presenti sulla facciata.

L’aspetto di Palazzo Salviati che vediamo nel disegno del ‘700 non si discosta sostanzialmente da quello elaborato da Jacopo Piccardi e appare di fatto invariato anche ai nostri giorni, se si esclude l’attuale presenza delle persiane esterne al piano ammezzato, al piano nobile e al secondo piano.

Possiamo ammirare il Palazzo Salviati al 77 di via San Martino.


Bibliografia

E.Karwacka Codini- M. Sbrilli, Archivio Salviati.Documenti sui beni immobiliari: palazzi, ville, feudi, piante del territorio. Pisa, Scuola Normale Superiore, 1987, pp. 43-47

M. Sbrilli, I Salviati, l’Archivio, la Famiglia, in Archivi dell’Aristocrazia fiorentina , Firenze, Acta, 1989, pp. 177 – 186

E.Karwacka –M. Sbrilli, Piante e disegni dell’Archivio Salviati. Catalogo, ‘Quaderni dell’Archivio Salviati’ n.1, Pisa, 1993, pp.100-103.