Il rilevatore Virgo capta per la prima volta l’onda gravitazionale emessa dalla fusione di due buchi neri

Un segnale di onda gravitazionale, prodotta dalla coalescenza di due buchi neri di masse stellari, è stato misurato con inedita precisione dal rivelatore VIRGO, che ha sede allo European Gravitational Observatory (EGO) di Cascina, vicino Pisa, insieme a due rivelatori di LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) che si trovano negli Stati Uniti (uno a Livingston, in Louisiana, l’altro a Hanford, nello Stato di Washington).

Si tratta della quarta rivelazione di onde gravitazionali prodotte dalla fusione di un sistema binario di buchi neri, la prima registrata simultaneamente da parte di tutti e tre gli interferometri, i due statunitensi e quello italiano. Una circostanza che ha consentito una migliore localizzazione della sorgente. Questo nuovo evento è anche il primo segnale di onda gravitazionale registrato dal rivelatore VIRGO, che ha recentemente completato l’aggiornamento della configurazione Advanced VIRGO.

La Scuola Normale vede impegnati alcuni dei suoi ricercatori nella ricerca delle controparti elettromagnetiche di onde gravitazionali: Barbara Patricelli, anche coinvolta nell’analisi dati di VIRGO, Antonio Stamerra, anche ricercatore dell’Istituto di Astrofisica italiana (INAF), e Elena Pian (INAF).”

Patricelli, che è da alcuni anni membro della collaborazione Virgo nel gruppo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Pisa, sta attualmente guidando uno studio sulla ricerca di controparti elettromagnetiche di onde gravitazionali presso la SNS nell’ambito del progetto “Electromagnetic Follow-up of Gravitational Wave Sources: Identification and Characterization of their Counterparts via Multi-Wavelength Observations”, di cui Stamerra è il coordinatore.

“La prima rivelazione di un’onda gravitazionale da parte di tutti e tre gli interferometri rappresenta un risultato importantissimo: la capacità di localizzare le sorgenti di onde gravitazionali nel cielo è estremamente importante per l’identificazione delle possibili controparti elettromagnetiche, e questo tipo di osservazioni, chiamate “multimessaggero”, consentiranno di avere una migliore e più completa comprensione della fisica di questi oggetti celesti.” – ha commentato Barbara Patricelli.

L’osservazione (GW170814) dei tre rivelatori è stata registrata il 14 agosto 2017 alle 10.30.43 UTC.

Per approfondimenti, leggi l’articolo di VIS