“La Scuola Normale laboratorio di idee. E deve suscitare un dibattito civico”.

Pisa, 18 ottobre 2018. “Dobbiamo essere un Laboratorio che sperimenta opzioni didattiche e di ricerca, crea nuovi interessi… smuove le acque. Sì, dobbiamo promuovere e incoraggiare discussioni, che possono suscitare anche critiche”. È uno dei passaggi della prolusione con cui il Direttore della Scuola Normale, Vincenzo Barone, ha aperto ufficialmente le attività didattiche e di ricerca 2018/2019.

“Dobbiamo riabituarci a questa funzione civica, ciascuno di noi lo deve fare – ha detto ancora il prof. Barone -. La Scuola Normale, la Scuola che guarda alle sole discipline di base, quelle su cui viene costruito tutto l’edificio formativo, deve essere, restare, libera, non legata a mode contingenti, non asservita al mercato, ma al progresso della scienza, della cultura, e della coscienza civica dei cittadini”.

“E torno, insisto, sulla parità di genere. Tra i 76 studenti entrati quest’anno al primo e quarto anno del Corso ordinario, 63 sono ragazzi e solo 13 sono ragazze. Complessivamente il corso ordinario, a dicembre 2017, registrava 233 ragazzi e 61 ragazze. Ecco, io penso che ci sia molto da fare, a partire dall’educazione nelle famiglie, e poi nelle scuole, per sanare una disparità che palesemente non rispecchia le reali capacità degli individui. La Scuola Normale è una montagna, è vero, e il concorso di ammissione è il picco più alto da scalare e che per giunta si affronta subito: ma come si fa a pensare che ci sia un genere naturalmente predisposto ad affrontare simili prove e un genere che invece non è predisposto? Che c’è un genere naturalmente dotato per le scienze e un genere no? Le nostre allieve di Scienze, per quanto poche, dimostrano proprio il contrario, si distinguono in tutto e per tutto come i più numerosi colleghi uomini, e se c’è un Alessio Figalli al Politecnico di Zurigo, sempre al Politecnico di Zurigo c’è una giovanissima matematica, Maria Colombo, fellow ed ex Normalista”.

“Quindi, dovremmo riflettere sull’esiguo numero di domande che abbiamo in ingresso da parte di studentesse – ha proseguito Barone -. Il concorso di ammissione si supera avendo intraprendenza: ci vuole un po’ di arditezza nel presentare la candidatura (quest’anno il 70% di domande è arrivato da ragazzi, il 30% da ragazze) ci vuole una buona dose di coraggio, anche di faccia tosta, in sede di esame,  serve non avere timori reverenziali e sapere osare: nell’associare i temi discussi, nel comparare i dati, nell’azzardare ipotesi. Ecco, io penso che queste caratteristiche, che non sono tanto intellettuali quanto sociali, comportamentali, dipendano da retaggi culturali che incoraggiano l’intraprendenza e la sicurezza di sé come doti da coltivare e incoraggiare negli uomini, e non nelle donne. E penso che la nostra società abbia ancora molta strada da compiere, a partire dall’educazione prescolare, nel forgiare l’immaginario infantile e gli orizzonti di attesa dei nostri figli e figlie. Forse qualcosa sta cambiando, forse tra qualche anno le famiglie, le scuole, chi produce intrattenimento, offrirà la stessa libertà di immaginarsi da grande, a bambini e bambine”.

Tra i progetti avviati in questi anni, il Direttore ha ricordato alcuni settori di ricerca come l’astrochimica, con il primo dottorato in questa disciplina e la nascita del Centro STAR in partnership con l’Università Federico II di Napoli e l’Università di Bologna. Accanto a STAR il Centro federato sul Clima, con Scuola Sant’Anna e IUSS di Pavia. Sempre per approfondire le tematiche relative a biologia della terra, forme di vita vegetali e animali è di pochi giorni fa l’accordo con BIOGEM, Società consortile di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, che raduna il CNR e molte università italiane, da Milano a Napoli

Quest’anno accademico, poi, è il primo del corso ordinario in Scienze politiche e sociali: “Nella sede della Normale a Firenze – ha detto il prof. Barone-  abbiamo accolto proprio ieri i primi allievi, entrati al quarto anno, selezionati questa estate, che alloggeranno nella residenza Capitini. Nei prossimi due anni parteciperanno ai seminari del nostro Dipartimento di Scienze politiche e sociali, così come alle lezioni all’Università di Firenze, con gli stessi obblighi didattici degli allievi pisani. Condivideranno un percorso formativo di approfondimento didattico e di ricerca con gli studenti del corso ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna. Sì, per la prima volta studenti della Scuola Normale e della Scuola Sant’Anna, 8 in tutto, siederanno gli uni accanto agli altri a lezione, così come i professori della Normale e quelli del Sant’Anna faranno lezione insieme. Al termine degli studi il Diploma sarà congiunto Normale-Sant’Anna, e la Laurea dell’Università di Firenze. Un progetto annunciato nel novembre 2016, a inizio del mio mandato, è quindi arrivato a compimento”.