Le nanotecnologie nel 7° Programma Quadro dell’Unione Europea: innovazione per il mondo di domani

Torino, 23 maggio 2006, Politecnico di Torino – Corso Duca degli Abruzzi, 24

Settima tappa del “Viaggio della Ricerca in Italia”

“Pensiamo alla punta di uno spillo, uno spazio abbastanza ristretto, eppure, entrando nel mondo delle nanotecnologie, scopriremo che anche in un luogo così esiguo, c’è abbastanza spazio per scrivere nientemeno che tutti i ventiquattro volumi dell’Enciclopedia Britannica” (Richard Feyman, Premio Nobel per la Fisica nel 1965).

“Ciò di cui voglio parlare è il problema di manipolare e controllare le cose su una piccola scala. Appena accenno a questo, la gente mi parla della miniaturizzazione e di quanti progressi si siano fatti fino a oggi. Mi parlano di motori elettrici grandi quanto l’unghia del vostro mignolo [.]. Ma questo è niente; è il passo più primitivo nella direzione che intendo discutere [.]. Quando nel 2000 la gente guarderà indietro, si chiederà perché si sia arrivati al 1960 prima di muoversi seriamente in questa direzione. Ma non mi spaventa affrontare anche la questione finale, cioè se – in un lontano futuro – potremo sistemare gli atomi nel modo in cui vogliamo; proprio i singoli atomi, al fondo della scala! [.] Per quanto ne so, i principi della fisica non impediscono di manipolare le cose atomo per atomo. Non è un tentativo di violare alcuna legge; è qualcosa che in principio può essere fatto, ma in pratica non è successo perché siamo troppo grandi”.

(Discorso pronunciato il 29 dicembre 1959 da Richard Feyman al Californian Institut of Technology durante la riunione annuale della American Physical Society e considerato l’atto di nascita ufficiale delle nanotecnologie.)

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