Lo sviluppo della vista può dipendere da fattori non visivi

La scoperta del laboratorio di Neurobiologia di Lamberto Maffei. Lo studio è apparso su Plos One, rivista scientifica internazionale del gruppo Plos (Public Library of Science), consultabile all’indirizzo www.plosone.org. La ricerca, a cura di Silvia Landi, Maria Cristina Cenni, Lamberto Maffei e Nicoletta Berardi, è stata condotta in collaborazione con l’Università di Firenze, il Dipartimento di Psicologia e con l’istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa.

La ricerca si inserisce nel quadro dei lavori già intrapresi dallo stesso gruppo sulla plasticità del sistema nervoso centrale dovuta alle esperienze correlate all’interazione con l’ambiente esterno. Nelle fasi precedenti di questo filone di ricerca il gruppo del professor Maffei ha già dimostrato come l’arricchimento ambientale sia in grado di influenzare lo sviluppo della corteccia visiva e quindi la qualità della vista nel topo e nel ratto. Per ambiente arricchito si intende un ambiente in cui gli animali possono esplorare oggetti nuovi, fare esercizio fisico e giocare. Nei lavori precedenti era stato osservato che alcuni effetti dell’esposizione ad ambiente arricchito erano troppo precoci per poter essere attribuiti alla interazione diretta dei piccoli con l’ambiente. Il gruppo di ricerca ipotizza che le primissime fasi dello sviluppo del sistema visivo possano dipendere dalla quantità e qualità delle cure materne di cui sono stati oggetto i piccoli.

Dalle ricerche illustrate nell’ultima pubblicazione è emerso che anche alcuni degli effetti sullo sviluppo anatomico del sistema visivo sono troppo precoci per poter essere attribuiti alla interazione diretta dei piccoli con l’ambiente. In termini scientifici, lo studio del Laboratorio di Neurobiologia dimostra che l’esposizione precoce all’arricchimento ambientale influenza, attraverso fattori molecolari che non dipendono esclusivamente dalla stimolazione visiva, lo sviluppo di una caratteristica anatomica della retina fondamentale per la formazione dei due sistemi neuronali che consentono di percepire sia gli incrementi che le riduzioni di luminosità di uno stimolo rispetto allo sfondo. Questo al contrario di ciò che era stato sostenuto finora e cioè che lo sviluppo della retina fosse indipendente e insensibile all’esperienza.

Giunto a questo punto, lo staff di ricerca continuerà ad indagare le variabili che condizionano lo sviluppo del sistema visivo nell’ottica di arrivare a capire se, riproducendo alcuni aspetti della stimolazione sensoriale arricchita cui sono esposti i piccoli roditori nati in ambiente arricchito, ed in particolare aumentando la stimolazione tattile, sia possibile favorire anche nell’uomo i processi di sviluppo.