Nasce la sezione italiana di “Scholars at Risk”, cui aderisce la Normale

Padova, 18 febbraio 2019. In risposta agli attacchi sempre più frequenti alle libertà di pensiero, espressione e ricerca di molteplici studiosi e studiose nel mondo, le università italiane hanno fatto fronte comune e dato vita ad una sezione italiana della rete internazionale Scholars at Risk (SAR); una realtà che da dieci anni sostiene chi non ha più la possibilità di fare ricerca e insegnare nel proprio paese, a causa di minacce, intimidazioni, arresti e violazioni palesi dei loro diritti fondamentali.

Di libertà accademica a rischio, in contesti autoritari e non solo, e del ruolo delle università nel promuovere la libera manifestazione del pensiero, si sono discusse a Padova il 18 e 19 febbraio (Aula Nievo, Palazzo Bò) nell’ambito del convegno ‘Knowledges at Risks’: Universities addressing the challenges of academic freedom. Promosso dall’Ateneo patavino, in collaborazione con Scholars at Risk e con l’Università di Trento, l’evento ha visto la partecipazione di studiose e studiosi internazionali che hanno discusso delle difficili condizioni di elaborazione e diffusione del sapere nelle società contemporanee da diversi prospettive.

L’evento è stato anche l’occasione per formalizzare la costituzione della rete di SAR Italia, che raccoglie ad oggi quattordici atenei – oltre a Padova e Trento, la Scuola Normale Superiore (presente con il prof. Silvio Pons su delega del Vice direttore Andrea Giardina), l’Istituto Universitario Europeo, Magna Charta Observatory, le università di Bologna, Brescia, Cagliari, Macerata, Milano, Siena, Torino, Trieste e Verona – e auspica un’ampia adesione da parte di molte altre istituzioni universitarie e di ricerca nei prossimi anni.

SAR Italia intende favorire un coordinamento nazionale volto alla realizzazione di iniziative congiunte a tutela di studiosi/e ‘a rischio’, e della libertà accademica in generale, attraverso attività di accoglienza, sensibilizzazione, ricerca e advocacy.