Sulla Luna la nano-arte di un normalista

Rose

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Si chiama Valerio Voliani l’ex allievo della Scuola Normale Superiore, ricercatore presso il CNI@NEST, che lascerà una traccia umana sulla Luna per i prossimi 5 milioni di anni. Due “opere d’arte” di Voliani, immagini di nanomateriali da lui stesso raccolte con un microscopio a scansione elettronica e colorate, saranno inserite in una capsula che sarà spedita e depositata alla fine dell’anno sul nostro pianeta satellite, insieme ad altri 300 prodotti di artisti provenienti da tutto il mondo (poesie, suoni, melodie e altre “oggetti”). Le immagini di Voliani sono state selezionate dalla Carnegie Mellon University e inserite nel concorso Google Lunar Xprize.

Il rover lanciato sulla Luna grazie a questo progetto, interamente finanziato da fondi privati, oltre a depositare le opere d’arte manderà sulla terra foto e dati del nostro satellite.

Le due immagini di Voliani, afferente al Center for Nanotechnology Innovation dell’Istituto Italiano di Tecnologia (localizzato nel Laboratorio NEST della Scuola Normale), si intitolano “Rose” e “Loto” e rappresentano sali cristallizzati durante la sintesi di nanosfere di argento e di bacchette di oro: oggetti dell’ordine di un milionesimo di millimetro e promettenti terapeutici e diagnostici per la cura di vari tumori solidi.