Zagrebelsky: la giustizia tra teoria e pratica ai Venerdì del Direttore

A Pisa il costituzionalista parlerà di quando, come recita il detto popolare, “quel che è giusto in teoria può non esser giusto in pratica” e della differenza che passa fra giurista e giudice. La conferenza avrà luogo il 18 maggio alle 17 nella Sala Stemmi al Palazzo della Carovana.

Pisa, 15 maggio 2007 – Sarà Gustavo Zagrebelsky, illustre costituzionalista, presidente emerito della Corte Costituzionale, saggista esperto sui temi che riguardano lo Stato e l’etica, l’ospite del prossimo appuntamento de I Venerdì del Direttore in programma per venerdì 18 maggio alla Scuola Normale di Pisa. Alle 17 nella Sala degli Stemmi del Palazzo della Carovana in piazza dei Cavalieri Zagrebelsky terrà la conferenza dal titolo Il giurista e il giudice. Sul detto popolare: quel che è giusto in teoria può non esser giusto in pratica, in cui affronterà le difficoltà di gestire in pratica, in quanto giudice, questioni teoricamente, ossia dal punto di vista del giurista, già risolte.

Gustavo Zagreblesky, costituzionalista e docente universitario, è una figura attiva nella vita civile e politica del Paese. I suoi editoriali apparsi recentemente sui quotidiani nazionali affrontano temi spinosi, problematiche che coinvolgono lo Stato, ma non solo. Dalle staminali all’eutanasia, oggetto delle sue ultime riflessioni sono questioni non propriamente costituzionali, che però il governo dello Stato non può ignorare, in quanto garante dei diritti dei suoi cittadini. Come saggista, proprio nel 2007 ha pubblicato con Einaudi il suo ultimo lavoro, Imparare democrazia, un saggio, una riflessione che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all’argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all’uguaglianza, al dialogo e all’esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. A testimoniare l’accurata attività di ricerca dell’autore, il volume comprende una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d’ogni tempo: Erodoto, Aristofane, Cicerone, Montesquieu, Tocqueville, Brecht, Orwell, Arendt, Bobbio e Carillo.

Gustavo Zagrebelsky è nato nel 1943 a San Germano Chisone, in provincia di Torino, ha insegnato Diritto costituzionale e Dottrina dello Stato nelle Università di Sassari e Torino. Nel settembre 1995 è stato nominato dal Presidente della Repubblica giudice della Corte costituzionale, della quale è stato Presidente nel 2004. É socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia nazionale dei Lincei. I suoi scritti si sono occupati di problemi costituzionali come amnistia, indulto, grazia e immunità parlamentari. È inoltre più volte intervenuto sulla Costituzione europea e sul futuro della Costituzione italiana.

Tra i suoi numerosi lavori, si ricordano fra i più recenti Principi e voti. La Corte Costituzionale e la politica del 2005; La domanda di giustizia (dialogo a due con voci con il cardinal Carlo Maria Martini sul significato del concetto di giustizia) del 2003; Diritti e costituzione nell’Unione europea sempre del 2003; Il “Crucifige!” e la democrazia del 1995; Il diritto mite. Legge, diritti, giustizia del 1992.