Francesco Cutolo sta svolgendo attività di ricerca riguardante la prima guerra mondiale, con un tesi sui comportamenti e sulle mentalità dei soldati italiani nei confronti del nemico, con il professor Silvio Pons.

Pisa, 31 luglio 2020.

Francesco Cutolo, allievo perfezionando di Storia alla Scuola Normale Superiore, è autore del libro L’influenza spagnola del 1918-1919. La dimensione globale, il quadro nazionale e un caso locale, ISRPT Editore.

Il volume, patrocinato e sostenuto da MIBACT-DGBIC Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali (Pistoia,  2020, 15 euro), sviluppa la tesi di laurea magistrale conseguita all'Università di Firenze, e ricostruisce la storia della “grande pandemia del Novecento” soffermandosi su aspetti sociali, culturali ed economici. Legando assieme più piani: la dimensione globale della malattia, le conseguenze dell'influenza a livello nazionale, l'impatto della “spagnola” in un territorio locale come quello di Pistoia.

Cutolo è stato insignito del premio “Alberto Bardazzi” come miglior laureato in discipline umanistiche (2017). Membro delle redazioni delle riviste «Storialocale» e «Farestoria», i suoi principali interessi di ricerca ruotano attorno alla storia sociale, culturale e militare del primo Novecento. Alla Scuola Normale sta svolgendo attività di ricerca riguardante la prima guerra mondiale, con un tesi sui comportamenti e sulle mentalità dei soldati italiani nei confronti del nemico, con il professor Silvio Pons.
 
Dal retro di copertina: «Si muore senza medici, senza preti, senza suono di campane, senza visita di parenti per paura di infettazione. Speriamo che cessi altrimenti quando vieni a casa non troverai più nessuno abitante», sono le parole utilizzate da un contadino molisano per descrivere l’infierire della “spagnola”. Sono scene drammatiche che si ripetono in altre parti d'Italia, d'Europa e del globo. «Mai dalla “Morte nera” una tale piaga aveva invaso il mondo», scriverà il «New York Times».

La pandemia del 1918-1919 ha effetti devastanti sulla popolazione mondiale, già provata dalla Grande Guerra. La quotidianità di donne e uomini viene sconvolta. I morti nel mondo sono 100.000.000, secondo alcune stime, in gran parte ventenni e trentenni. Eppure, l’influenza ha lasciato flebili tracce nella memoria pubblica. «Le cifre della “spagnola” sono incomparabilmente superiori», ha scritto Bianchi nel saggio introduttivo, alle statistiche di altre tragedie novecentesche «mentre le pagine dedicate all’umanità colpita dalla pandemia di un secolo fa restano nettamente inferiori. La quantità è anche qualità. Quella lunga «fila di zeri» attende giustizia in sede storica. Il libro di Francesco Cutolo serve anche a questo».

Galleria video e immagini