Gra.fo e il recupero della lingua italiana

LinguisticaLa voce è considerata ormai un bene immateriale e come tale deve essere tutelata e deve esserne garantita la sua salvaguardia. Molte istituzioni pubbliche e molti privati posseggono nelle loro ‘soffitte’ materiale preziosissimo e unico nel suo genere che rimane molto spesso dimenticato per anni e perso per sempre se non si provvede alla sua digitalizzazione.

Il progetto Gra.fo (Grammo-foni Le soffitte della voce) condotto dalla Scuola Normale e dall’Università di Siena e finanziato dalla Regione Toscana si inserisce in questo contesto e mira a raccogliere e digitalizzare quanti  più archivi possibile di interesse linguistico, che contengono tradizioni, storie di vita, proverbi, canzoni, epoche storiche.

Il laboratorio di digitalizzazione e restauro è stato allestito presso il Laboratorio di Linguistica della Scuola ed è lì che personale altamente specializzato ‘tratta’ con cura i nastri e le bobine consegnati temporaneamente dai possessori; il laboratorio si è dotato negli anni di strumentazione sofisticata necessaria a svolgere con professionalità ogni delicato passaggio del processo di digitalizzazione ed archiviazione.

Il progetto ha in questi anni salvato più di 2800 ore di parlato; tramite il portale grafo.sns.it si può avere immediatamente accesso a questo immenso mondo sommerso fino a pochi anni fa. Esso è stato allestito proprio per consentire all’intera popolazione interessata di poter ‘riascoltare’ voci e suoni di una Toscana ormai passata. Anche la comunità scientifica può usufruire di questa preziosa banca dati per indagini di carattere dialettologico, antropologico e fonetico.

L’Archivio sicuramente più imponente ospitato all’interno del progetto Grafo è la Carta dei Dialetti Italiani, importante inchiesta linguistica svoltasi negli anni ‘60-‘70 e che ha previsto la raccolta, tramite magnetofono, di un ingente archivio sonoro distribuito geograficamente su tutto il territorio e che era destinato a perdersi per sempre su supporti ormai obsoleti.

Pisa, 14 dicembre 2015