150 anni di illustrazione italiana dall’Archivio Salani, 1862-2012. Una mostra in collaborazione con il Laboratorio di Arti Visive della Normale

Di Giorgio Bacci

Una data fondamentale nella genesi della mostra (Milano, Castello Sforzesco, dal 18 ottobre al 6 gennaio, promossa da Adriano Salani Editore e Comune di Milano, a cura di chi scrive) è senza dubbio da individuarsi nel 2008, quando il Laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa e la Adriano Salani Editore avviarono un ambizioso progetto di ricerca (liberamente accessibile e consultabile all’indirizzo http://www.artivisive.sns.it/archivio_salani.html), che puntava alla digitalizzazione dei bozzetti originali contenuti nell’Archivio Disegni della storica casa editrice: il centocinquantenario era ancora lontano. Tuttavia, era già era chiaro quello che sarebbe stato il punto di forza di una eventuale, futura esposizione: la valorizzazione di un tesoro grafico inestimabile, fondamentale per tracciare un profilo della storia dell’illustrazione in Italia a partire appunto dal 1862.

L’archivio della casa editrice Salani, caso straordinario in Italia e in Europa, conserva infatti un patrimonio di circa 30.000 disegni preparatori per edizioni illustrate dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta e Ottanta del Novecento, con alcune appendici che si affacciano sul nuovo millennio, con la celebre collana de «Gl’Istrici» e con l’universalmente conosciuto Harry Potter. Si passa dai primi librettini illustrati a pochi centesimi, grazie ai quali Adriano Salani intraprese la sua prima attività, alle fortunatissime «Biblioteca Illustrata» (1894) e «Biblioteca Economica» (1874), dai «Librini del Cuccù» (1934) alla «Biblioteca dei Miei Ragazzi» (1931), per arrivare alla pastorella più famosa di tutti i tempi, ovvero Heidi, tradotta dallo schermo televisivo sulle pagine, ormai a colori smaglianti, dei libri illustrati.

Non solo editoria per l’infanzia, ma anche collane dedicate appositamente ad un settore di pubblico costantemente in ascesa, quello femminile, che legge i romanzi della Invernizio alla fine dell’Ottocento nella «Biblioteca Salani Illustrata», proseguendo con la Delly nella «Biblioteca della Signorine» e nei «Grandi Romanzi Salani» negli anni Trenta e Quaranta e gli scritti della Magalì nei «Romanzi della rosa» nella seconda metà del Novecento.

Attualmente, la banca dati Illustratori e Illustrazioni della casa editrice Salani , sviluppata nella parte grafica e informatica da Giulio Andreoletti e Andrea Ficini, contiene 3.368 volumi, 732 autori, 203 illustratori, 25.701 illustrazioni. In particolare, è stata creata una scheda per ciascun disegno, analizzato nella sua duplice veste di oggetto d’arte (le caratteristiche tecniche e quindi la tipologia di illustrazione, la tecnica, le misure, il supporto, la data di esecuzione) e di illustrazione libraria (in tal senso sono state acquisite, laddove possibile, le informazioni relative al libro, comprendenti il titolo, la data di pubblicazione e la collana). Sono state inoltre approfondite le voci relative allo scrittore – data del contratto, compenso – e all’illustratore – data e importo del contratto (che tuttavia non è stato sempre possibile pubblicare online). Ha guidato l’ideazione e lo sviluppo della banca dati la volontà di rendere percepibile fin dal primo approccio con la maschera di ricerca la complessità del disegno come illustrazione, opera d’arte multiforme che si presta a letture incrociate di vario tipo, termometro culturale complesso che può suggerire svariati campi di indagine, dal dato economico utile a ricostruire l’importanza degli illustratori in relazione a quella degli scrittori, ad uno invece puramente artistico, consentendo di vedere concretamente l’evoluzione dell’immaginario figurativo italiano. L’archivio digitalizzato restituisce informaticamente tale complessità affiancando in diverse tabelle i campi relativi all’autore, all’illustratore e al libro, con una sezione, la «galleria», dedicata alla visualizzazione dell’immagine, nel doppio formato ridotto ed espanso. La banca dati deriva i suoi elementi interamente dall’archivio della casa editrice, preferendo lasciare vuoti i campi laddove non vi fosse un riscontro preciso con i dati archivistici. Allo stesso modo, quando è stato possibile desumere l’anno di pubblicazione ma non il giorno e il mese, si è preferito riportare l’indicazione generica di 01/01. Come è evidente, si tratta di uno strumento di ricerca che è in continua evoluzione, sia per quanto riguarda l’elaborazione informatica, sia per il criterio scientifico, cercando di raggiungere l’obiettivo finale di creare una banca dati, la prima di questo tipo in Italia, che sia prima di tutto uno straordinario deposito di immagini utile a delineare una storia dell’illustrazione italiana dell’ultimo secolo.

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