18 ottobre. Apertura dell’anno accademico. La prolusione del direttore Fabio Beltram

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Porgo il benvenuto a tutte le autorità civili: al Presidente della Regione Toscana, al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Pisa (a quest’ultimo, neo Presidente della Provincia di Pisa, le nostre congratulazioni); benvenuto al Sindaco di San Miniato (e anche con lui mi congratulo per la sua altrettanto recente elezione a consigliere provinciale). Il nostro bentornato al Presidente del tribunale di Pisa, al Procuratore della Repubblica, agli assessori alla Cultura e all’Istruzione della città di Pisa, alla Presidente della Commissione cultura. Un benvenuto all’onorevole Maria Grazia Gatti e all’onorevole Federico Gelli. Il nostro grazie al Presidente della Comunità ebraica di Pisa che manda un saluto affettuoso, ma comprensibilmente non è con noi in questa giornata di Shabbat.

Un saluto e il benvenuto alle autorità militari: il comandante provinciale dei carabinieri anche in rappresentanza del comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale Alberto Mosca, il nuovo comandante provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Iuzzolino, il rappresentante della 46ma brigata aerea.

Benvenuto a sua eccellenza l’arcivescovo di Pisa.

Un saluto e il benvenuto alle autorità accademiche: i Rettori dell’Università di Pisa, dell’Università per Stranieri di Perugia e di Siena, della Scuola Superiore Sant’Anna, i colleghi rappresentanti gli altri Atenei. Benvenuto al Direttore della Scuola galileiana di Padova, anche in rappresentanza del Rettore. Ringrazio per la loro presenza i Direttori Vesentini e Settis, i nostri professori emeriti oggi con noi. Bentornata al Segretario Generale Anna Maria Gaibisso e do il benvenuto alla sua prima cerimonia di inaugurazione alla nostra nuova Segretario Generale Ilaria Adamo. Grazie alla Presidente del nostro nucleo di valutazione.

Un benvenuto ai presidenti della Fondazione Pisa, della Fondazione Palazzo Blu, della Fondazione Puteano, della Fondazione Cavalieri di Santo Stefano e al Presidente dell’Associazione normalisti. Benvenuto al Presidente di Legacoop Servizi Toscana. Benvenuta alla Responsabile della Soprintendenza archivistica per la Toscana. Benvenuto al Direttore del Museo Nazionale di San Matteo.

Il nostro saluto e benvenuto al Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e ai rappresentanti del Consiglio Nazionale delle ricerche, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio.

Benvenuti e grazie ai relatori del simposio: Massimo Osanna, Cristina Acidini, Horst Bredekamp, Salvatore Lo Russo, Emma Richardson, Fabio Cavallucci, Marina Pugliese.

Saluto gli allievi, gli ex-allievi e il personale docente e non docente della Scuola.

Un saluto infine a tutte le nostre autorità e a tutti i nostri ospiti.

Forse lo devo ancora ricordare: il 18 ottobre 1810 a Fontainebleau Napoleone Bonaparte firmò questo decreto e nacque la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ecco perché il nostro vigente Statuto e anche quello nuovo che entrerà in vigore il 24 ottobre prossimo fissano al 18 ottobre l’inizio dell’anno accademico della Scuola ed ecco perché siamo qui oggi per celebrare l’apertura dell’anno accademico 2014/15.

Ricorre dunque il 204° anniversario della fondazione mentre prende sempre più compiutamente forma la nuova Normale che, mi cito da un precedente discorso di inaugurazione, “in assoluta continuità con i principi sui quali è stata fondata e secondo i quali si è sviluppata in oltre due secoli, si aggiorna, si apre a nuove discipline e a una dimensione sempre più internazionale”. Sono particolarmente felice della presenza del Presidente Rossi, una delle prime persone con le quali ho condiviso questo progetto e che mi ha sempre incoraggiato ad andare avanti. Lo ringrazio ancora una volta. Sono già molte le novità dell’anno accademico che si è appena chiuso e ne parleremo, e sono importanti le sfide per questo nuovo anno.

Prima di parlare di questo, però, prima di riferirvi dei progressi della Normale, di parlare delle sue linee di sviluppo, dovete concedermi un momento più intimo. Devo ricordare alcuni fatti davvero dolorosi che sono avvenuti in quest’ultimo anno accademico: dolorosi presi individualmente; tutti insieme un colpo forte alla nostra piccola comunità. In quest’anno sono mancati alcuni di noi, colleghi stimati, coi quali esistevano legami di stima, amicizia, affetto. Lo scorso dicembre è mancato Francesco Del Punta. Durante questo 2014 sono mancati Lorenzo Foà, Enrico Castelnuovo, Roberto Vivarelli, Maria Monica Donato. È mancato pochi giorni fa Emilio Picasso, Direttore della Normale dal 1991 al 1995. Siamo ancora frastornati, sconvolti.

Ma è nostro dovere guardare avanti, pensare al bene della nostra istituzione e al suo futuro: una responsabilità che grava su tutti noi.

E in avanti abbiamo guardato, in questi anni. La Scuola –lo ricordavo- sta cambiando, rapidamente e profondamente. È cambiata la struttura del corpo docente, è stato finalmente valorizzato il patrimonio rappresentato dai nostri ricercatori, in particolare i più giovani, abbiamo cambiato la struttura dei centri di supporto alla ricerca, ridefinito il perimetro scientifico della Scuola, trasformato i nostri corsi di perfezionamento in una vera Ph.D. School. Per questo motivo, come sempre in queste occasioni, la prima parte del mio discorso è dedicata alla verifica dell’impatto di questi cambiamenti, all’analisi degli indicatori che ci dicono se siamo sulla strada giusta.

È di queste ultime settimane la pubblicazione del World University ranking del Times Higher education. Ne parlo dopo aver premesso ancora una volta che –sono mie parole: “Non credo ciecamente a questa o in generale a nessuna classifica, ma mi conforta vedere quali sono le istituzioni che costituiscono il manipolo di testa di cui facciamo parte”. Tornando al ranking britannico, la Normale ne esce bene: siamo il primo ateneo italiano, l’unico del paese tra i primi cento al mondo e se guardiamo i parametri che ci portano a questo risultato, vediamo che è dovuto principalmente all’impatto della ricerca svolta alla Scuola. Così deve essere se considerate il ruolo della ricerca nel modello formativo della Normale: i nostri giovani sono formati attraverso la partecipazione all’attività di ricerca, la ricerca come palestra per l’allenamento al “problem solving”. E questo richiede risorse: la Normale investe con straordinaria intensità sulla ricerca, in termini di strutture (laboratori, sistema bibliotecario, archivio), di finanziamento a progetti (lo sottolineo selezionati su base competitiva attraverso referaggi indipendenti di esperti esterni alla Scuola), e, naturalmente, investe in termini di persone. Ringrazio il Professor Fulvio Ricci, Prorettore alla valutazione per il suo lavoro serio e generoso a favore della nostra Scuola.

La ricerca richiede anche un’amministrazione agile e un’assistenza paziente ai nostri professori e ricercatori ringrazio a nome di tutta la Scuola il nostro servizio alla ricerca e trasferimento tecnologico e desidero menzionare in particolare Larissa Zoni, Aldo Rizzo, Elena Mengali.

Tornando al Times Higher Education, possiamo essere ancor più soddisfatti se guardiamo al ranking nelle Physical Sciences che includono qui fisica, matematica e chimica: qui saliamo al 40-esimo posto, ancora una volta l’unico ateneo italiano tra i primi cento (lasciatemelo dire, purtroppo: vogliamo sì essere in testa a queste classifiche, ma certamente non desideriamo questa solitudine nel panorama nazionale). Guardando alla genesi di quelle barre la nostra piccola dimensione costituisce in qualche caso una penalizzazione, mentre in altri casi l’alta “intensità di qualità” che contraddistingue la Normale diviene un vantaggio.

Questo effetto della dimensione è ancora più evidente in un altro ranking: l’Academic Ranking of World Universities di cui ho parlato sempre in queste cerimonie. Qui gli indicatori sono cumulativi e vengono pesati per tener conto della taglia dell’ateneo valutato nel solo parametro PCP (per capita performance). Guardando a questo parametro confrontiamo l’“intensità di qualità” degli atenei ed evitiamo di confrontare ad esempio un parametro come il numero totale di pubblicazioni di un ateneo con 2000 docenti con quello della Scuola che di docenti ne ha una quarantina. Abbiate pazienza, voglio essere davvero chiaro: questo sarebbe come valutare la produttività dei frutteti utilizzando come misuratore la quantità totale di frutta prodotta e confrontare così un frutteto con 40 alberi con un frutteto di 2000 alberi. Lo so che il concetto è chiaro e che sono pedante: ma avete letto sulla stampa gli articoli che presentano il ranking ARWU? Questo concetto non è passato e sono state scritte molte sciocchezze. Vi assicuro, io ci ho provato, ma non sono ancora riuscito a farlo capire.

Torniamo dunque a parlare del posizionamento della Normale nel ranking PCP (ovvero quello che tiene conto di quanti sono gli alberi nel frutteto) siamo da sempre nel gruppetto di testa, nel 2014 il sesto ateneo a livello mondiale.

Rispetto al 2013 ci siamo scambiati di posizione con la nostra scuola sorella di Parigi. Questo deriva da un cambio nel modello di calcolo. È questione un po’ tecnica e me ne scuso. Uno dei parametri, il parametro HiCi che quantifica il numero di “highly cited individuals” è cambiato nel senso che è stato definito diversamente chi sia uno “highly cited individual”. Questo produce due graduatorie (quella 2013 e quella 2014) che sono malamente confrontabili. Anche questo è impossibile farlo capire. Ma non solo, per come è stata organizzata la transizione da uno schema all’altro, vi preannuncio che il prossimo anno vedremo un altro apparente peggioramento nella nostra posizione in graduatoria, salvo ulteriori variazioni nelle modalità di calcolo della graduatoria stessa. Potrete quindi leggere che la Normale ha peggiorato la sua posizione e probabilmente leggerete qualche dotto editoriale sulla crisi del sistema universitario perfino nella sua sede più prestigiosa.

Credetemi, non esiste una dichiarazione che noi possiamo rilasciare capace di evitare queste affermazioni infondate! È questo il motivo per cui vi parlato in questo dettaglio. Questo mio testo sarà in rete: avremo occasione di riparlarne il prossimo anno. Guardando comunque al gruppetto di testa 2014, come dicevo sopra, “questa è la compagnia che vogliamo”.

Dobbiamo infine discutere di una valutazione che ha per noi un impatto molto più diretto e tangibile: la VQR 2004-2010 elaborata dall’ANVUR. Avevo fatto presente qualche elemento di debolezza nell’architettura messa a punto dall’ANVUR soprattutto per l’eccessivo fuoco sulla performance media piuttosto che sull’eccellenza, ma confermo il plauso per questo avvio di un sistema di valutazione in Italia. Solo un feedback forte e coerente, basato su risultati oggettivi, potrà far migliorare il sistema universitario. Inutili mille regole e regolamenti, gli atenei non virtuosi dal punto di vista finanziario, gli atenei che continuano (e continuano) a reclutare al ribasso e solo al loro interno siano puniti. Non deve essere conveniente reclutare docenti mediocri. Questi comportamenti non virtuosi avvengono anche oggi, talvolta in maniera sfacciata. Leggete alcuni bandi di concorso –sono in rete, ma il pudore non sembra frenare alcuni, leggete come sono ritagliati ad personam macontro logica e -francamente- contro la decenza. Solo un sistema valutativo efficace può innescare una spirale virtuosa che porti alla crescita del sistema.

Dal punto di vista della Normale questa prima applicazione di un sistema valutativo ministeriale italiano è stata positiva e il risultato del nuovo modello premiale sul finanziamento è stato molto positivo, così positivo che … abbiamo restituito fondi al sistema perché era previsto un tetto massimo al beneficio e non abbiamo quindi potuto ricevere tutto ciò che il modello avrebbe destinato a noi. Non mi sto lamentando. Sono appunto i primi passi.

Di tutti i parametri ANVUR desidero solo ricordarne uno perché si riallaccia alle parole scientemente severe che ho usato contro alcune prassi nel reclutamento degli atenei. Il parametro è proprio quello della qualità del reclutamento. Sintetizzando: l’ANVUR ha confrontato la “qualità media” dei reclutati nei diversi atenei nei diversi settori disciplinari (questo ci dice chi ha reclutato i migliori -sempre secondo quella particolare metrica, sia chiaro) e ha poi confrontato la qualità dei reclutati rispetto alla qualità dei docenti di ruolo in ogni ateneo (questo ci dice quale ateneo ha un trend di crescita nella qualità del personale). Da questa analisi deriva un indicatore: la Normale–misurata secondo questo indicatore- è al primo posto. Reclutiamo dunque i migliori e cresciamo di qualità nel nostro staff. Dobbiamo esserne orgogliosi e, soprattutto, continuare su questa strada.

Questo è particolarmente importante per noi oggi: stiamo elaborando un piano molto articolato di reclutamento, sia a livello di professori associati sia a livello di professori ordinari. Stella polare di questo piano la considerazione che la Normale può essere presente solo dove può esprimere una misurabile presenza al massimo livello, questo vuol dire valorizzare le risorse presenti (risorse umane, accresciute in modo importante dalla fusione con il SUM) e investire in modo mirato sui soli settori strategici. Parliamo sempre di piccoli numeri, sia chiaro, e rimarrà il ricorso sistematico avviato in questi anni a figure a tempo determinato per evitare di ingessare la vita scientifica della Scuola. Stiamo usando qui tutte le opportunità offerte dalla legge 240.

E a proposito di opportunità offerte dalla legge, sono molto orgoglioso del livello di condivisione che ha trovato nella Scuola la proposta di agire in modo deciso sui pensionamenti anticipati. È stata una scelta delicata, abbiamo forse chiesto un sacrificio ai nostri ricercatori più senior, ma, l’interesse della nostra istituzione ha prevalso. Desidero sottolinearlo: le risorse che si libereranno saranno destinate proprio a una politica a favore dei giovani e del ringiovanimento della Scuola. Potremo anche finanziare nuovi percorsi per favorire l’inserimento dei nostri diplomati nel mondo del lavoro attraverso stage sia nelle nostre strutture (la biblioteca, l’archivio, le edizioni, i laboratori) sia in realtà esterne pubbliche e private. Il prossimo anno vi riferirò sull’impatto di questa scelta.

A proposito di ANVUR, martedì prossimo abbiamo un altro appuntamento istituzionale, a Firenze, nella nostra sede di Palazzo Strozzi. Inaugureremo l’Istituto di Scienze Umane e Sociali, nuova articolazione della Scuola, e vi segnalo che sarà presente il Presidente dell’ANVUR con un intervento intitolato “La valutazione nelle scienze umane: problemi aperti e prospettive”. Una questione delicata perché bisogna sicuramente evitare interventi troppo schematici basati sul trasferimento meccanico di metodi che funzionano in altri campi. Attenzione però, voglio essere chiaro, vanno al tempo stesso respinti i tentativi di resistenza a una qualunque valutazione che si nascondono dietro alcune alate dichiarazioni. C’è troppa auto-referenzialità, troppo corporativismo, in gruppi che esistono solo nel proprio proverbiale orticello e svaniscono al di fuori dalla propria rivista stampata e letta in casa.

Prima di chiudere il capitolo dei ranking, una nota più leggera. Voglio segnalarvi un risultato indubbiamente importantissimo della Normale… i trionfi dei normalisti alle XCool! I nostri complimenti alla squadra e ai Ministri dello Sport Ida Duretto e Gianmarco Russo

L’altro indicatore che ho analizzato con voi ogni anno è il numero delle domande di ammissione alla Scuola: questo numero è sempre altissimo e ci permette di continuare a coprire i posti disponibili attraverso una selezione severa.

Qui è la vera forza della Scuola Normale, nei nostri allievi, nel loro talento e nella loro motivazione. Vi voglio rassicurare, questo non lo perdiamo mai di vista!

L’aumento che vedete nell’ultimo anno è frutto soprattutto della crescita delle domande di ammissione al corso di PhD. Ne sono particolarmente felice. Proprio da quest’anno, infatti, abbiamo cambiato la struttura del nostro corso di perfezionamento: ai nuovi perfezionandi la Scuola rilascerà il titolo globalmente intelligibile di Philosophiae Doctor a seguito di un percorso chiaro, formalizzato in modo da assicurarne l’allineamento con le migliori esperienze internazionali. E sempre più internazionale sarà l’ambiente nei nostri corsi post laurea. Non vogliamo rinnegare le nostre tradizioni e un modello formativo che ha avuto indubbi successi, ma sempre più dobbiamo porci in una prospettiva internazionale, sempre più dobbiamo selezionare, accogliere e preparare allievi in questa prospettiva. Credo che l’accresciuta attrattività della nostra PhD school sarà ancora più visibile dal prossimo bando, perché potremo dare notizia per tempo della nostra offerta –l’anno scorso come sapete tutto è partito con molto ritardo per la procedura di accreditamento e il nostro buon risultato deve molto all’efficace lavoro del nostro servizio comunicazione e relazioni esterne. Ringrazio Elisa Guidi, Andrea Pantani, Andrea Freccioni e Daniele Leccese. Aggiungo Michele Fiaschi che ora è passato a un altro servizio, ma ha impostato a tempo di record la riuscitissima pagina web phd.sns.it

Sono stati in particolare avviati quest’anno i primi due corsi di PhD basati nella nostra sede fiorentina: Scienza Politica e Sociologia, Civiltà del Rinascimento. Per la prima volta abbiamo attivato percorsi in collaborazione con altre istituzioni, in particolare con le Università degli Studi di Bologna e l’Istituto Nazionale per gli studi sul Rinascimento. Siamo molto soddisfatti dell’attenzione che i nostri programmi hanno ricevuto anche da altri enti. Oltre ai partner “strutturali” dei PhD fiorentini, i nostri corsi a PI e FI sono oggi finanziati dal Ministero per gli affari esteri, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall’Istituto Italiano di Tecnologia, dallo European Brain Research Institute, dalla Fondazione Pisana per la Scienza, da Unicredit, dall’Università di Siena, dal Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali. La Normale si è aperta a queste collaborazioni, e si vuole aprire sempre di più. Siamo a disposizione del paese per contribuire alla sua crescita civile ed economica. Credo troverete moltissimi concreti segnali di questa volontà e fattiva disponibilità in questa relazione.

Tornando al nostro corso ordinario è confermata la sua dimensione nazionale, basta guardare alla provenienza degli allievi del corso ordinario che hanno ricevuto il diploma nella cerimonia dello scorso dicembre. È anche istruttivo vedere dove sono ora andati questi ragazzi e ragazze che in gran parte proseguono i loro studi a livello dottorale con alcune eccezioni per l’immediato inserimento di alcuni nel mondo del lavoro. I nostri allievi sono stati allenati a pensare sulla scala globale che vedete anche dalla rete di scambi che la scuola mette a loro disposizione. Tornando ai neo diplomati, indubbiamente in quella fase della loro vita questa “diaspora” è benefica. Molto meno benefica, invece, l’incapacità del nostro paese di intercettare lo straordinario patrimonio di competenze, intelligenza e capacità di innovazione dei normalisti che troppo spesso, dopo la formazione dottorale ed eventualmente post dottorale (alla Scuola o in altri atenei poco importa), esprimono le loro capacità all’estero. Qui scontiamo gli effetti del reclutamento poco virtuoso nelle università -di cui ho già parlato- e di un sistema produttivo che non sempre pare capace di apprezzare il potenziale di una preparazione di alto livello, di capirne l’importanza per l’innovazione e lo sviluppo.

Oltre alle domande di ammissione alla Scuola, menziono il numero delle domande di frequenza al nostro corso di orientamento. Anche questo è un indicatore significativo e siamo arrivati a tremila domande! Lo ricordo, questo è un servizio che la Scuola offre ai giovani di talento che si avviano a frequentare l’ultimo anno delle Scuole superiori per aiutarli nelle loro scelte. Rafforzeremo ulteriormente il nostro polo di orientamento a S. Miniato grazie alla collaborazione con la Fondazione Santa Chiara. Stiamo davvero facendo sistema a San Miniato, ringrazio nuovamente con affetto, anche per la sua presenza oggi il Sindaco di San Miniato e confermo la partnership con la Fondazione e con la Banca Cassa di Risparmio di San Miniato che hanno condiviso questo progetto e sostenuto la nostra scelta. Anche la Regione Toscana, all’interno delle sue attività sull’orientamento universitario, ha confermato quest’anno la scelta della Fondazione Santa Chiara quale organizzatore di tre corsi ispirati al nostro modello. Ne siamo felici e plaudiamo alla scelta della Regione.

È novità di quest’anno accademico un’altra iniziativa di cui vi parlo volentieri: il progetto VIS, Virtual Immersion in Science, un’attività promossa dal nostro docente, nonché delegato all’outreach, Andrea Ferrara. I numeri di questa iniziativa parlano da soli: oltre mille i partecipanti al primo ciclo delle conferenze e circa 700 allievi delle scuole superiori che hanno partecipato alle visite al Cave della Scuola. Pensate che il sito web di VIS nei primi sei mesi ha registrato 25000 visite! Sono molto lieto di aver dato da subito il concreto sostegno della direzione al progetto, assicuro il Prof Ferrara che su questo sostegno potrà continuare a contare e ringrazio il Professor Vincenzo Barone che ha portato il cave alla Scuola e ha acconsentito a renderlo una risorsa aperta.

Sempre in proposito a VIS, un grazie anche al Professor Claudio Ciociola, Presidente della nostra biblioteca, per la collaborazione a questa iniziativa e soprattutto le mie congratulazioni per le novità che sta introducendo. La conversione della nostra Biblioteca a Sistema Bibliotecario con l’apertura della sede di Firenze è stata l’occasione per investire risorse importanti: sono stati potenziati i servizi informatici che saranno basati su cloud computing, sia per gli applicativi visibili all’utente, sia per il back office. Abbiamo fiducia che porteranno a una razionalizzazione dei flussi di lavoro. Forse avete provato il nuovo strumento per la ricerca bibliografica di cui si è appena dotata la Biblioteca: un drastico miglioramento e un perfetto allineamento alle scelte di biblioteche del livello della British Library, della Bodleian Library e delle Boston University Libraries solo per menzionarne alcune. Ringrazio per questo Claudio Ciociola e il nostro Bibliotecario Enrico Martellini

Vedrete poi già dal prossimo anno un progressivo restyling e un ammodernamento degli arredi, una riconfigurazione degli spazi. Insomma vogliamo alzare il livello di servizio in maniera sensibile sia a FI sia a PI, in controtendenza con quanto sta accadendo nel sistema universitario nazionale. Componente fondamentale di questo piano –qui a Pisa- è la disponibilità di nuovi spazi nella piazza grazie al supporto della Regione Toscana. Un’altra volta ringrazio il Presidente Rossi per il suo sostegno: Presidente, siamo stati di parola e come hai visto il Palazzo della Canonica e tutta la Piazza hanno davvero cambiato volto!

Ricordavo all’inizio di questa relazione l’entrata in vigore del nostro nuovo statuto. Un nuovo statuto che avvia formalmente la nuova Scuola Normale Superiore e le sue tre articolazioni di cui mi fa piacere dirvi i nomi, tutti nuovi: la Classe di Scienze Umane, la Classe di Scienze matematiche e naturali, l’Istituto di Scienze Umane e Sociali. Nuova anche la presenza della Normale a Firenze, nella sede stupenda di Palazzo Strozzi. A Firenze abbiamo poi un nuovo collegio, una sede di grande pregio che ulteriormente rafforza la nostra presenza e ci consente di realizzare pienamente il modello educativo della Normale anche nel nuovo Istituto.

Come vi dicevo inaugureremo l’Istituto di scienze Umane e Sociali martedì prossimo e parleremo in quell’occasione delle linee di sviluppo previste per la sede fiorentina come graduate school, di come vogliamo fare sistema a Firenze e di come vogliamo utilizzare questa sede per allargare il perimetro disciplinare e il livello di internazionalizzazione della Normale, senza dannose duplicazioni. Oggi non anticipo altro, alcuni di voi –spero molti di voi- saranno a Palazzo Strozzi martedì e non voglio ripetermi. Saranno con noi il Sindaco Nardella e il Rettore Tesi a testimoniare questa volontà di lavorare insieme, di fare squadra.

È per me importante chiarire che questa apertura non significa un’attenuazione del nostro impegno a Pisa. Qui stiamo oggi investendo e crescendo e desidero ricordarvi i luoghi della Normale a Pisa. Siamo ora nella “nostra” Piazza dei Cavalieri e su questa si affacciano alcuni dei nostri palazzi principali. Durante quest’anno accademico abbiamo completato il primo intervento sul Palazzo della Canonica qui sulla piazza, con il sostegno della Fondazione Pisa abbiamo restaurato lo scalone monumentale. È stato rinnovato e riaperto il Collegio Timpano sul lungarno con oltre 100 stanze per i nostri allievi (anche qui un grazie alla Fondazione Pisa che metterà a disposizione dei nostri allievi un pianoforte), sono stati avviati ulteriori lavori di ristrutturazione molto importanti sul compendio di San Silvestro dove abbiamo al momento quattro cantieri aperti. La sede della Normale napoleonica sta diventando il nostro Polo Scientifico e Tecnologico (non parlo solo di muratura: abbiamo potenziato le strutture tecnico scientifiche e le abbiamo aperte all’accesso delle imprese in un programma sostenuto anche dalla Regione toscana, qui convergono laboratori della Scuola e dei nostri partner scientifici –CNR, IIT, Scuola Sant’Anna- a conferma della nostra volontà di “fare sistema”).

Dell’intensità dei nostri programmi e di questa crescita del patrimonio edilizio sa bene in particolare il nostro Servizio Gestione e Manutenzione del Patrimonio, desidero ringraziarli pubblicamente per il loro lavoro a partire dalla responsabile l’ing. Benedetta Biondi.

Di questo rapporto speciale con il territorio vogliamo dare prova oggi grazie agli interventi del Presidente Rossi e del Sindaco Filippeschi che ringraziamo per essere qui con noi.

Inizia dunque oggi l’anno accademico 2014/2015. Auguro buon lavoro a tutti noi, al Vice Direttore Andrea Giardina, ai Presidi Ambrosio e Ciliberto, al Prorettore Citroni, ai colleghi, agli allievi, al personale T/A.

Come tradizione avrà luogo oggi il nostro simposio annuale, ma prima di passare a questo vi ricordo il programma della giornata.

In coda alla sessione del mattino, Stefano Pezzato, Responsabile dell’Area artistica e Conservatore del Centro Luigi Pecci, ma soprattutto, per noi, curatore della rinnovata mostra “Arte contemporanea al palazzo della carovana”,  ve la presenterà e sarà disponibile per una visita guidata. Dico rinnovata perché si è chiuso il primo biennio dell’accordo tra la Scuola e il Pecci e, come previsto, presentiamo oggi il nuovo allestimento. È con noi Elena Pecci in rappresentanza del Consiglio Direttivo del centro e la salutiamo. Sono molto felice di questa partnership: questo cambio di immagine ha contribuito ad alleggerire l’atmosfera di questo palazzo e a togliere quello strato un po’ polveroso presente nell’immaginario collettivo…

Serviremo poi la colazione nella Sala degli Stemmi e lì ritroverete la configurazione voluta dal Direttore Gentile, arricchita però delle nuove opere che il Polo Museale fiorentino ha concesso e che furono mirabilmente presentate da Cristina Acidini il 18 ottobre 2012. La Dottoressa Acidini, che ringrazio, sarà di nuovo con noi oggi pomeriggio come relatrice al Simposio.

Non dimenticate infine, questa sera il concerto inaugurale della 48ma stagione concertistica organizzata dalla Scuola Normale Superiore, dalla Fondazione Pisa, dalla Fondazione Teatro con il contributo dell’Associazione Amici della Scuola Normale Superiore per la direzione artistica del Maestro Jeffrey Swann che ringrazio per il suo lavoro prezioso e apprezzato dalla città.

 

Fabio Beltram
Direttore Scuola Normale Superiore

Pisa, 18 ottobre 2014