Buchi neri nell’Universo remoto

sci2Pisa, 31 ottobre 2014. Il gruppo di cosmologia della Scuola Normale Superiore, sotto la guida della dott.ssa Simona Gallerani, in collaborazione con l’Università di Cambridge, ha osservato per la prima volta in uno dei quasar più distanti attualmente conosciuti una riga di emissione del monossido di carbonio di energia molto più alta di quelle precedentemente osservate. Tale riga di emissione, rilevata in maniera del tutto inattesa, ha la straordinaria proprietà di passare inalterata attraverso le coltri di polvere interstellare che incontra lungo il suo tragitto verso la Terra.
La scoperta, resa possibile grazie ad uno dei più potenti osservatori millimetrici attualmente disponibili – l’Interferometro del Plateau de Bure, gestito dall’Istituto di Radioastronomia di Grenoble – consentirà di scoprire e studiare i primi buchi neri massicci che si sono formati nell’Universo remoto.
Questo importante risultato, riportato oggi sulla prestigiosa rivista Science-2014–597, ci viene descritto più in dettaglio da Simona Gallerani a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=q5lym83cyWw

Marcos Valdes