Garboli: uomo senza mediocrità

Presentato il 10 maggio alla Fiera del Libro di Torino il volume delle Edizioni della Normale, Bibliografia di Cesare Garboli (1950-2005) di Laura Desideri. Lo scrittore, il critico e l’uomo Garboli sono stati al centro di un vivace e sentito ricordo di uno dei personaggi chiave della letteratura del Novecento italiano.

Parlare di Garboli a casa sua. Alla Fiera del Libro di Torino, fra i libri che amava, con i quali stabiliva un rapporto, intenso, personale, quasi carnale. L’immagine iniziale della presentazione della Bibliografia di Cesare Garboli (1950-2005) è quella del critico che annusa i libri nuovi, che assapora la colla ancora fresca e le parole appena stampate. Così Lina Bolzoni, docente di Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa e delegata alle Edizioni della Normale, ricorda il collega, il critico e lo scrittore delle lunghe chiacchierate negli studi della Carovana e dell’incontro su Pascoli ai Venerdì del Direttore. Proprio Pascoli è stato uno dei punti fermi del lavoro del letterato viarreggino, a testimonianza di un ordine sotterraneo e di una vera e propria fedeltà ad alcuni autori e problemi della letteratura, a dispetto del mito di una vasta produzione garboliana dispersa e dispersiva.

Laura Desideri, autrice della bibliografia, continua a rivelare il Garboli sconosciuto, che già all’inizio degli anni Novanta, ritirandosi nella casa di Vado, ma senza per questo nè smettere, né pensare di smettere di scrivere, commissiona la sua bibliografia. “Uomo di letteratura senza mediocrità”, come lo definisce Bolzoni, Garboli aveva già archiviato e periodicamente riordinanto i suoi scritti, innumerevoli e apparsi nelle forme e sui supporti più vari, dalle plaquette alle note di sala, fino ad articoli e quarti di copertina. Naturale quindi la decisione di progettare un riordino bibliografico delle proprie opere e dei pensieri, da un lato con la consapevolezza di chi sta preparando la sua “tomba da scrittore”, dall’altra con la ferma intenzione di determinare la sua futura sistemazione critica, come ricorda chi poi quella bibliografia l’ha compilata, con amore e passione.

Chiude l’incontro un’altra voce amica di Garboli: Carlo Ginzburg, docente alla Normale di Storia delle culture europee, che si sofferma sull’uomo Garboli, sull’umanità e la passione civile che traspare da un testo solo apparantemente tecnico e compilativo, strumentale, come una bibliografia. Ginzburg, che è anche l’autore della introduzione alla bibliografia, racconta le sue amicizie velate di prospera polemica con Manganelli, Citati e Pasolini, da cui fin dall’inizio prende le distanze nel chiaro intento di non accettare compromessi. Sono i tempi della Stanza separata, il 1969, e già l’autore autodefinisce la sua raccolta come scelta retrospettiva e “il libro involontario di un critico che scrive per capire”. In fondo è anche da questo attegiamento, già presente fin dai primi scritti – che, come Ginzburg ricorda, apparivano sulle pagine di Società – che si esplica la lezione garboliana. Necessaria, indispensabile oggi più che mai: non riscrivere il passato alla luce dell’opportunismo dell’oggi.

serena wiedenstritt

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