Il cattolicesimo di Giovanni Paolo II. Tra aperture e riserve alla società moderna

Daniele Menozzi, docente di Storia contemporanea alla Normale, indaga in un suo libro il contributo del papato Wojtyla al cammino che la chiesa ha compiuto nella storia del cattolicesimo contemporaneo.

Dalla quarta di copertina di:

D. MENOZZI, Giovanni Paolo II – Una transizione incompiuta, Morcelliana, 2006.

L’interpretazione della figura di Giovanni Paolo II ha assunto sulla scena mediatica – di cui è stato per oltre due decenni, fino al “magistero della sofferenza” offerto negli ultimi anni, indiscusso protagonista – un carattere fortemente celebrativo, mentre la stessa richiesta di un avvio immediato del processo di canonizzazione rischia di farne circolare un’immagine puramente agiografica.

In tal modo si rischia di cancellare l’effettivo apporto che questo pontefice ha dato alla ridefinizione della presenza della chiesa nella società odierna, finendo per oscurare la consapevolezza dei problemi che sono ancora davanti al suo successore.

Questo libro intende ricollocare il papato di Wojtyla nella storia del cattolicesimo contemporaneo, allo scopo di enucleare il suo specifico contributo al secolare cammino che la chiesa ha compiuto, dalla radicale contrapposizione ottocentesca con la società moderna fino all’attuale legittimazione di alcuni suoi aspetti, ormai considerati come un portato intrinseco del cristianesimo.

Concentrandosi su alcuni rilevanti momenti del suo magistero – la democrazia, i diritti umani, la pace, la richiesta di perdono – il volume, senza pretendere una lettura complessiva che solo agli storici del futuro sarà consentita, avanza una ipotesi precisa: l’acquisizione all’interno del cattolicesimo di valori e principi moderni si accompagna ancora a oscillazioni, riserve, precisazioni, limitazioni che affondano la loro radice ultima nella cultura cattolica intransigente mai abbandonata, nonostante l’atteggiamento conciliare, dall’autorità romana. Ci si può dunque chiedere se la reale cifra interpretativa di questo papato sia un’incompiuta transizione verso una pacifica relazione con la modernità.