Il Laboratorio Saet a Locri Epizefiri

nuvola_finale1Il Laboratorio di Storia Archeologia Epigrafia Tradizione dell’Antico della Scuola Normale (Saet), nel solco della propria tradizione di studi sul Sud Italia,  prosegue nell’indagine storico-archeologica di alcuni territori della Magna Grecia. Dopo le attività nel sito di Entella, nell’agorà di Segesta e nel santuario di Kaulonia, il Laboratorio Saet ha avviato delle ricerche e indagini archeologiche a Locri Epizefiri (RC).

Con l’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del CNR, in stretta collaborazione con la Direzione del Museo e del Parco archeologico nazionale di Locri, è stato dato avvio dallo scorso ottobre a un progetto di ricerca multidisciplinare con lo scopo di approfondire la conoscenza di una delle poleis più importanti della Magna Grecia. Il Parco, infatti, conserva un patrimonio inestimabile solo in parte conosciuto ed esplorato e la città antica è contesto archeologico e monumentale di rilevanza nazionale e internazionale, un vero e proprio laboratorio anche per gli studenti della Normale.

La prima campagna di indagini ha interessato l’area del santuario di contrada Marasà in cui sorge il celebre tempio ionico edificato nella prima metà del V secolo a.C. che da tempo attende un migliore inquadramento nel contesto urbano della città antica, una rilettura della sua planimetria e, soprattutto, una più dettagliata conoscenza dell’area immediatamente antistante.

Il Laboratorio di Storia Archeologia Epigrafia Tradizione dell’Antico della Scuola Normale è  diretto da Andrea Giardina. Gianfranco Adornato è coordinatore scientifico del progetto “Locri Epizefiri”. Una prima anticipazione dei risultati di queste indagini sarà presentata in un workshop in programma a Pisa.

Nella foto, modello fotogrammetrico del tempio di Marasà a Locri Epizefiri da UAV (Unmanned Aerial Vehicle): in basso la ‘dense cloud’, al centro la ‘point cloud’, in alto la posizione degli scatti fotografici da drone (elaborazione P.C. Manti)

Pisa, 4 novembre 2016