La Kremerata Baltica suona Bach, Weinberg, Beethoven, martedì 7 febbraio

A “I concerti della Normale” arriva la Kremerata Baltica: 27 giovanissimi talenti guidati da un direttore, Gidon Kremer, tra i più rinomati sui palcoscenici di tutto il mondo per un concerto con protagonista la musica per archi. Beethoven, con lo struggente “Quartetto per Archi op. 131”, Weinberg, con il “Concerto per violino solo e archi op. 42” e infine una serie di riadattamenti dell’Arte della fuga di Bach costituiscono il programma della serata, a partire dalle ore 21 al Teatro Verdi.

Nel 1997, al Festival di Musica da Camera di Lockenhaus, il violinista Gidon Kremer presentò oltre a tanti famosi musicisti, una nuova orchestra: la Kremerata Baltica, conquistando quel pubblico raffinato e donando nuova linfa al Festival grazie all’esuberanza, energia e gioia di suonare del gruppo. Elemento essenziale del carattere artistico dell’ensemble è il suo approccio creativo alla programmazione, che spesso va al di là delle tendenze dominanti per dare spazio a numerose prime esecuzioni di opere.

E appunto una prima esecuzione può essere considerata “L’Arte della Strumentazione”, una rivisitazione della immortale “L’Arte della fuga” di Johann Sebastian Bach: Gidon Kremer e la sua Kremerata, proporranno attraverso gli strumenti ad arco alcuni dei motivi più caratteristici dell’opera di Bach, già rivisitati da Glenn Gould. In programma anche due brani per archi che hanno segnato la storia di questo tipo di composizione: nell’Ottocento, con il Quartetto per archi op. 131 di Ludwig Van Beethoven (anche in questo caso, uno dei capolavori della musica cameristica sarà riproposto all’interno di una trascrizione per orchestra d’archi curata da Kremer), e nel Novecento, con il concertino per violino solo e archi di Mieczyslaw Weinberg.