Tre artisti e la contemporaneità di Leonardo alla Fondazione Stelline di Milano

La città di leonardoMilano, Palazzo delle Stelline, 23 marzo – 6 maggio 2006

La città di Leonardo. L’arte contemporanea, Milano e Leonardo dedicata all’eredità di Leonardo nella città di Milano di oggi. Una mostra che non è solo una mostra, ma vuole raccontare le tracce sottili che fanno di Leonardo da Vinci un artista contemporaneo, all’insegna di quei “moti mentali” che, da Leonardo in poi, arricchiscono le opere d’arte che riflettono, in un’unica immagine, le mille contraddizioni della contemporaneità. A ricomporre le fila di una trama invisibile che collega un genio del Rinascimento ad una città contemporanea sono stati chiamati Sergio Calatroni, Giovanni Chiaramonte, Maria Antonietta Crippa e Pietro Marani che racconteranno in un video in mostra il rapporto tra Leonardo e Milano, in una sorta di fil rouge che lega design, fotografia, urbanistica, arte antica e arte contemporanea. Un rapporto strettamente legato alla sede della mostra, il Palazzo delle Stelline, nel cui giardino si dice Leonardo abbia vissuto, in una semplice dimora messagli a disposizione dal duca Ludovico, mentre lavorava nel vicino refettorio di Santa Maria delle Grazie per dipingere il Cenacolo.

Curata da Ludovico Pratesi, direttore del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e curatore di numerose mostre incentrate sul confronto tra l’arte antica e gli artisti contemporanei, la mostra è promossa dalla Fondazione Stelline, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.

L’impronta del genio leonardesco rimane impressa per sempre nell’identità della città lombarda – nelle parole di Ludovico Pratesi – nonostante siano poche le tracce ancora visibili del suo passaggio. Tra le più segrete ci sono i cosiddetti giardini di Leonardo, che si trovano dietro l’edificio noto come Palazzo delle Stelline.

Milano per Leonardo è il laboratorio dove esplorare e rivoluzionare non solo la pittura, ma l’ingegneria idraulica, l’anatomia, le scienze naturali, lo spettacolo, l’architettura. Disegni, progetti, dipinti, scritti, bozzetti, annotazioni: ogni traccia del suo passaggio è un serbatoio di senso, racchiude significati reconditi, ermetici, magici. Il suo sguardo abbraccia l’urbanistica e la pittura, la fisionomica e la geometria, la botanica e l’astronomia.

I tre artisti invitati in questa mostra sono gli abitanti ideali della città immaginata da Leonardo, poiché i loro lavori sono il risultato di una processualità che appartiene di diritto a quei “moti mentali” che tanto interessano l’opera di Leonardo pittore.

Le sculture costruite sull’osservazione di fenomeni scientifici di Gianni Caravaggio, le installazioni metafisiche di Francesco Gennari e i quadri concettuali di Pietro Roccasalva si propongono come illuminanti riflessioni sulla realtà contemporanea esplorata negli aspetti più complessi e profondi. Riflessioni che invitano a rileggere in chiave attuale l’intenso rapporto tra Leonardo da Vinci, il primo artista “concettuale” della storia dell’arte – sua l’affermazione “la pittura è cosa mentale” – e la città di Milano, dove l’artista visse per ben diciassette anni alla splendida corte degli Sforza.

Accompagna la mostra un catalogo Silvana Editoriale con testi di Ludovico Pratesi, Sergio Calatroni, Giovanni Chiaramonte, Maria Antonietta Crippa e Pietro Marani.