Una lettura oxfordiana per Lina Bolzoni. Umberto Zannier, a Princeton, per le Hermann Weyl Lectures

Lina bolzoniLa prof.ssa Lina Bolzoni, docente di Letteratura italiana alla Normale, è stata invitata per una Taylor Special Lecture, uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’università di Oxford. Il prestigioso Institute for Advanced Study di Princeton ha chiamato Umberto Zannier, ordinario di Geometria alla Scuola Normale Superiore, a tenere una serie di 4 lezioni, a partire dal 4 maggio, per il ciclo delle Hermann Weyl Lectures.

Le Taylor Special Lecture sono uno degli appuntamenti culturali più importanti che l’università di Oxford dedica all’approfondimento di tematiche di grande interesse durante gli anni accademici. Introdotta dal prof. Martin McLaughlin, Lina Bolzoni terrà una lezione dal titolo ‘Of poetry, portraits, and the magic of mirrors in the Renaissance’, il prossimo 13 maggio.

Umberto
Zannier, a Princeton, parlerà di alcuni problemi legati alle “intersezioni improbabili” in aritmetica e geometria. Questi i titoli delle quattro successive Lectures: “An overview of some problems of Unlikely Intersections”; “Unlikely Intersections in Multiplicative Groups and the Zilber Conjecture”; “Unlikely Intersections in Elliptic Surfaces and problems of Masser”; “About the André-Oort Conjecture”.

Tenute dal 1971 (questa sarà la 30esima sessione), da matematici di primo piano del panorama internazionale che si sono contraddistinti per i risultati raggiunti nelle proprie ricerche, le Hermann Weyl Lectures vertono su argomenti di grande interesse attinenti alla disciplina matematica.

Ad esse è chiamato ad assistere un ampio gruppo di uditori non necessariamente specialisti dei temi trattati. In passato sono intervenuti alle Lectures ospiti delle più importanti università: da Harvard alla Columbia University, da Berkeley all’Enrico Fermi Institute. Il contenuto delle lezioni verrà successivamente raccolto, in forma espansa, in un volume pubblicato nella collezione “Annals of Mathematics Studies” della Princeton University Press a cura dello stesso Umberto Zannier.