Una nuova edizione del Pasticciaccio, con il curatore Giorgio Pinotti e con letture di Fabrizio Gifuni

Pisa. 4 marzo 2019. Un giallo senza l’assassino? Il romanzo di Carlo Emilio Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana si interrompe prima dello scioglimento. Un’incompiutezza che potrebbe apparire programmatica: Leonardo Sciascia leggeva infatti l’opera come «il più assoluto “giallo” che sia mai stato scritto, un “giallo” senza soluzione, un pasticciaccio». In realtà, Gadda aveva steso appunti in cui gli ingarbugliati fili dell’inchiesta si dipanano: questi documenti sono al centro del lavoro critico di Giorgio Pinotti nella nuova edizione del romanzo (Adelphi, 2018).

Il volume sarà presentato dal curatore in dialogo con Corrado Bologna, della Scuola Normale Superiore, e Paola Italia, dell’Università di Bologna.

L’incontro, che si svolgerà giovedì 7 marzo, alle ore 16 in Sala Azzurra, sarà l’occasione per ricostruire la genesi travagliata dell’opera e per ridiscutere alcune questioni centrali nella produzione dello scrittore milanese, quali il rapporto con il regime fascista (che, negli stessi anni della stesura del Pasticciaccio, diede materia al pamphlet Eros e Priapo; da furore a cenere), il peculiare impasto linguistico e le diverse «maniere», dal “barocco” all’elegiaco, che caratterizzano la prosa gaddiana.

Le nuove acquisizioni si fondano sul ritrovamento di importanti carte inedite nell’Archivio veronese di Arnaldo Liberati, erede dello scrittore, tra le quali si segnala il «Finale “imperfetto”» abbozzato da Gadda ma non incluso nell’edizione Garzanti: un’altissima pagina lirico-naturalistica che, in parallelo con la Cognizione, doveva chiudere l’opera nel segno del dolore.

A questo e altri brani del romanzo darà voce Fabrizio Gifuni, già impegnato nella diffusione dell’opera di Gadda, in particolare attraverso lo spettacolo teatrale “L’ingegner Gadda va alla guerra”: un interprete d’eccezione per un testo che a ogni lettura torna a esprimere la sua vitalità.