La rivista Nature pubblica i risultati dell’esperimento CMS al CERN di Ginevra, che ha ottenuto una delle misure più precise mai realizzate della massa del bosone W.


PISA, 24 aprile 2026. La rivista Nature ha pubblicato i risultati sulla massa del bosone W ottenuti dall’esperimento CMS al Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, presentati a settembre 2024 in un seminario al CERN. Si tratta di una delle misure più precise mai ottenute della massa del W, una particella fondamentale che media la forza debole, una delle quattro forze fondamentali della natura.

Questa nuova misura conferma le previsioni del Modello Standard, la teoria che descrive le particelle elementari e le loro interazioni, contribuendo a rafforzare la solidità del modello teorico dopo che una precedente misura (realizzata nel 2022 dall’esperimento CDF negli Stati Uniti) aveva mostrato una significativa discrepanza.

La particella W venne scoperta nel 1983 da Carlo Rubbia, ex allievo della Scuola Normale. Grazie a questa scoperta Rubbia è stato insignito del premio Nobel insieme all’olandese Simon van der Meer.

La nuova misurazione della massa del bosone W è il risultato del lavoro della collaborazione internazionale CMS, che coinvolge oltre 3.000 ricercatori di tutto il mondo e un consistente gruppo pisano con Università di Pisa, INFN e Scuola Normale Superiore. Per la Scuola, in particolare, hanno contribuito alla misura il professor Luigi Rolandi e gli ex allievi PhD Elisabetta Manca Davide Bruschini, con l'attuale dottoranda Cristina Alexe. All’esperimento CMS collabora anche il professor Franco Ligabue, che aveva parlato proprio di questo risultato nel settembre 2024 (LINK).

La pubblicazione su Nature arriva al termine di un intenso processo di peer review, durante il quale sono stati effettuati numerosi controlli sulle metodologie, sulle simulazioni e sulle incertezze sistematiche, tutti conclusi con esito positivo.