Insieme ad altri 8 atenei, collaborerà allo sviluppo di un progetto per l’aggregazione dei dati della ricerca universitaria, un modello sviluppato in collaborazione con OpenAIRE.
PISA, 24 giugno 2026. La Scuola Normale Superiore partecipa allo sviluppo dell’Italian Research Monitor, un progetto pilota nazionale per costruire una base comune di dati e indicatori aperti, utile a osservare la ricerca, l’accesso aperto e le pratiche di Open Science senza dipendere esclusivamente da fonti commerciali. In collaborazione con OpenAIRE, infrastruttura europea per la scienza aperta, il progetto nasce da un’esigenza concreta: in Italia i dati sulla ricerca sono spesso frammentati tra archivi, sistemi locali e fonti spesso non interoperabili.
Questo rende complicato leggere in modo aperto, trasparente e condiviso la produzione scientifica nazionale, come invece si prefigge Italian Research Monitor. OpenAIRE sostiene questo percorso mettendo a disposizione competenze, servizi e strumenti per il monitoraggio. Al momento hanno aderito al progetto, oltre alla Scuola Normale, prima firmataria lo scorso 31 gennaio, altre 8 università italiane: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Trento per un impegno condiviso a migliorare l'informazione sulla ricerca e il monitoraggio della Scienza Aperta a livello nazionale.
La piattaforma in corso di sviluppo contiene gli output della ricerca - pubblicazioni, dataset, software -, collaborazioni e progetti, indicatori sull'andamento, costantemente aggiornato, della ricerca italiana, cosa che fin adesso non era possibile avere. Il monitor esporrà sia i dati aggregati a livello nazionale sia i dati disaggregati relativi alle 9 istituzioni partecipanti.
Le università italiane producono e rendono già disponibile una vasta quantità di informazioni sulla ricerca, che spaziano dai risultati scientifici, come pubblicazioni, dataset e software, ai costi, ai progetti e alle competenze. Gran parte di queste informazioni è distribuita tra repository istituzionali, sistemi CRIS, case editrici universitarie, data repository, infrastrutture open science e piattaforme chiuse o commerciali.
La sfida quindi non è la scarsità di informazioni, ma l'aggregazione e la connessione con un strumento facile da utilizzare e libero.

